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Zes in Polesine, si muovono i sindaci

Marinese (Confindustria): “La questione diventa politica”. I primi cittadini: “Serve un’azione forte”

Zes in Polesine, si muovono i sindaci

I sindaci, i politici e il territorio si muovono per la Zes (Zona economica con investimenti facilitati da detrazioni fiscali). Entro qualche giorno i primi cittadini del Polesine e dell’area Venezia-Marghera, il presidente della Provincia e i politici organizzeranno un sit-in davanti alla prefettura di Rovigo per sostenere la necessità della Zona economica speciale in provincia di Rovigo e per far sapere al governo e allo stato che “la Zes è un diritto. Vogliamo quanto spetta ai nostri territori per il rilancio industriale e per la creazione di posti di lavoro. Non possiamo permettere che questa opportunità vada persa per colpa di volontà politica”.

La decisione è stata presa ieri pomeriggio alla riunione in Provincia convocata dal presidente Iva Dall’Ara. Un incontro per fare il punto della situazione sulla Zes dopo il rinvio deciso dal ministero per il Sud. “Ormai - ha spiegato Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia- Rovigo - si tratta di una questione politica, non tecnica. Ed è per questo che gli imprenditori devono lasciare spazio alla politica per un’azione che possa essere incisiva”. E sono stati i sindaci a chiedere a gran voce di non rimanere fermi e di far sentire forte la voce del territorio. Antonio Laruccia (Trecenta), Nicola Garbellini (Canaro), Leonardo Raito (Polesella), Enrico Ferrarsese (Stienta), Michele Fioravanti (Calto), Sondra Coizzi (Occhiobello), hanno a più riprese sostenuto la necessità “di non perdere tempo. Se ci basiamo sulle parole del ministro Lezzi non si va da nessuna parte. Dobbiamo attivarci e far arrivare a Roma le nostre esigenze. Ora o mai più. E per questo ci serve il sostegno di tutti i sindaci polesani, perché le ricadute economiche della Zes saranno anche per i loro territori. Se serve andiamo a incatenarci al ministero con la fascia tricolore. Ma intanto agiamo subito e manifestiamo davanti alla prefettura per far sentire allo Stato e al Presidente della Repubblica il nostro grido. Altrimenti il Polesine si impoverisce dal punto di vista occupazionale, industriale e demografico”.

Nel corso dell’incontro è emerso che a frenare la Zes è il ministro per il Sud Barbara Lezzi del M5S. Marinese, e Gianmichele Gambato hanno spiegato che “il nostro piano era a costo zero per il governo, definito in ogni punto e pronto a partire per attrarre investimenti. Ci è stato detto che eravamo troppo avanti e che si doveva rallentare per attendere altri territori. Una delusione”.

Cristiano Corazzari, assessore regionale Lega, ha assicurato massimo sostegno a questa iniziativa dalla Regione, Marinese però la puntualizzato che “la questione non va collegata a quella sull’autonomia, perché la Zes è politica industriale mentre l’autonomia questione meramente politica”. La senatrice Roberta Toffanin (Fi) ha però richiamato il carroccio alle sue responsabilità: “E’ vero che ha depositato un emendamento per la Zes in veneto, ma è anche vero che poi ha accettato di accantonarlo in una contrattazione con i 5 Stelle. Occorre invece un’azione politica forte, per far inserire la Zes nel possibile maxiemendamento alla fiducia sul decreto Dignità”.

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