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AUTOSTRADA A 13

Operaio padre di sei figli falciato e ucciso da un tir

Condannato a un anno il conducente dell'autoarticolato, un 24enne del Trevigiano

Operaio padre di sei figli falciato e ucciso da un tir

La polizia stradale sul luogo dell'incidente

Era stato agganciato, trascinato e ucciso da un mezzo pesante, nella serata del 19 giugno scorso, al chilometro 51 dell’autostrada A 13, in direzione Nord. Tutti i tentativi di salvare Vincenzo Sarachelli, 43 anni, padre di sei figli, erano stati vani. Troppo gravi i devastanti traumi che aveva riportato. L’operaio, secondo la ricostruzione dei fatti operata all’epoca, era partito da pochi minuti insieme ai colleghi da Occhiobello, dove aveva cenato, ed era diretto a Monselice. Lì era in programma un cantiere per la manutenzione di un cavalcavia. Poco prima dell’area di sosta di Quattro Vie, però, si era fermato ed è sceso. A questo punto, si era verificata la tragedia.

Nella mattinata di ieri, a un anno quasi esatto da quella devastante tragedia, di fronte al giudice per le udienze preliminari è stato celebrato il processo, con la formula del rito abbreviato, a carico del conducente dell’autoarticolato, un 24enne di Motta di Livenza. Il giudice ha ritenuto che vi fosse un concorso di colpa, nelle cause dell’incidente, così da potere applicare al conducente del mezzo pesante le attenuanti del caso. La pena è stata, di conseguenza, limitata: un anno, con immediata sospensione condizionale. L’autotrasportatore, però, dovrà restare per 22 mesi senza la patente: questa la durata della sospensione, infatti, decisa dal giudice.

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