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Partiti, prossima fermata Venezia

Ecco come le forze politiche si preparano alle prossime corse elettorali

Partiti, prossima fermata Venezia

Prossima fermata Venezia. Il treno della politica, e dei partiti, è sempre in corsa. I vertici delle principali forze politiche polesane sono ancora in fase di analisi del voto, ma già si gettano le basi di quelle che saranno le mosse dei prossimi mesi. Con un traguardo già inquadrato nel mirino: le elezioni regionali del 2020. Certo non è escluso che prima delle regionali, o addirittura in contemporanea, possano esserci anche elezioni politiche, vista la traballante instabilità del governo Lega-5Stelle, ma per ora l’orizzonte temporale dei big della politica polesana è la Regione. Anche perché in caso di elezioni anticipate politiche i giochi si fanno sopratutto a Roma e nelle stanze nazionali dei partiti.

Ecco allora che nelle sedi dei partiti di Rovigo si brinda, ci si lecca le ferite e si pianifica il prossimo futuro.

In casa Lega il primo obiettivo è ricostruire il partito, soprattutto in città, uscito depresso dal risultato delle elezioni comunali, culminate con una sconfitta nonostante alle europee il Carroccio abbia ottenuto il 38% dei voti nel capoluogo, e quasi il 50% nel resto del Polesine. In ottica di ricostruzione rientra il reintegro in lega dei sei ex consiglieri comunali espulsi per aver formato le dimissioni che hanno fatto cadere l’amministrazione Bergamin. La leadership di Cristiano Corazzari non è in discussione, anche se la sua posizione appare impallidita dal rovescio rodigino. In vista delle regionali, però una sua candidatura a consigliere regionale non sembra possa essere sabotata, anche se i malumori fra le anime interne, salviniani e zaiani, potrebbero presto deflagrare. In poco meno di un anno, però la Lega pur avendo fatto il pieno in tutte le elezioni regionali e nazionali, ha fatto alcune volte cilecca nel voto locale, come dimostrano i fuori giri di Rovigo, Occhiobello ed Adria.

Nel Pd invece si sta ancora prendendo coscienza del bingo fatto con il successo di Gaffeo a Rovigo. Il successo del centrosinistra ritrovato consentirà anche di avere rappresentanza e controllo delle maggiori società partecipate ed enti pubblici. A livello di partito, invece, sta resistendo la tregua fra le correnti, anche se il successo rodigino non ha alterato gli equilibri interni. In vista delle regionali della primavera 2020, allora si stanno mettendo giù i piani di battaglia. In corsa per il consiglio veneto ci sarà una terna, con almeno un nome femminile, ma è chiaro che i big cercheranno accordi per evitare scontri a colpi di preferenze. Al momento pare poco probabile un terzo mandato di Graziano Azzalin, che sarà probabilmente da subito capogruppo in consiglio comunale. L’area Romeo, invece, potrebbe concentrarsi per la presidenza del consiglio comunale, visto che i posti in giunta sono, almeno per ora, già occupati dalle decisioni del sindaco. Nadia Romeo, così potrebbe avere il posto che ultimamente è stato di Paolo Avezzù. Sarà definito in questi giorni il nome del capogruppo, che potrebbe andare, come detto, da Azzalin, o a Giorgia Businaro. Neno probabile che finisca a Giovanni Salvaggio, che ieri si è dimesso dal cda di Consvipo, che pure ha visto crescere il suo ruolo nel partito rodigino. Meno chances ancora per Nello Chendi. Per la corsa regionale, a questo punto, il primo nome che viene in mente è quello di Diego Crivellari, che negli anni ha saputo costruire e mantenere una rete di rapporti a livello provinciale. C’è però anche la cosiddetta area dem (i franceschiniani, per quanto devastati dal tracollo di Ferrara), che al momento è quella meno rappresentata. Non è fantapolitica pensare ad un derby fra Crivellari e Angelo Zanellato. Il Pd, poi dovrà definire la squadra d’assalto anche per enti di secondo grado e partecipate.

M5s I 5Stelle sono in calo ovunque. A Rovigo hanno un consigliere comunale al posto di due e in vista delle regionali dovranno rivedere diverse cose al loro interno. Quattro anni fa sono riusciti a ottenere un consigliere regionale, Patrizia Bartelle, che poi è entrata in contrasto ed è uscita dal partito. I numeri sono in decisa flessione con diversi abbandoni negli ultimi mesi (la stessa Bartelle, Vernelli, Gennaro), e per la corsa veneziana potrebbe tornare in pista Micaela D’Aquino.

Forza Italia In fase di ristrutturazione anche Forza Italia, senza consiglieri comunali a Rovigo per la prima volta. Il commissario Cortelazzo ha già annunciato che presto lascerà il posto ad un polesano. Da non trascurare il fatto che in ottica di coalizione di centrodestra, Fi potrebbe riuscire ad ottenere un seggio in consiglio con il gioco dei resti, ma si tratta di analisi decisamente premature. Il primo obiettivo del partito, infatti, è di rilanciarsi dato che molti nomi che per anni sono stati in prima linea sono in ribasso o si sono allontanati dal partito.

Fratelli d’Italia Negli ultimi mesi i ranghi di Fdi si sono rinforzati anche grazie ai traslochi da altri partiti (Amidei, Piscopo, Sguotti, Moretto). Nomi possibili per una corsa regionale ce ne sono diversi, dallo stesso Bartolomeo Amidei alla consigliere provinciale Valeria Mantovan, con quest’ultima in pole position.

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