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CASO TANKO

Salvo anche l'ultimo dei venetisti

Confermata l'assoluzione anche per l'unico condannato in primo grado

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Il tanko sequestrato dai carabinieri del Ros

Era stato l'unico, dei presunti "venetisti", a incassare una condanna in primo grado, prima che la maxi inchiesta, nata a Brescia, venisse trasferita a Rovigo. Dove, nel corso di una gigantesca udienza preliminare, è arrivato un non luogo a procedere di massa, a luglio 2018 (LEGGI ARTICOLO), per quelli che, secondo le indagini dei carabinieri del Ros, sarebbero i componenti di un gruppo, denominato "Alleanza", intenzionato a perseguire l'indipendenza del Veneto e della Lombardia Orientale, anche con metodi violenti. Erano statii individuati presunti organizzatori, del gruppo, e presunti partecipanti, con la posizione dei primi ritenuta più grave rispetto a quella dei secondi. Di quella gigantesca indagine è rimasto un unico filone, attualmente a processo, per la costruzione dell'ormai famigerato "tanko". Una ruspa blindata e attrezzata con cannoncino artigianale (LEGGI ARTICOLO). 

L'unico a venire giudicato, per il primo filone di indagine, prima del trasferimento a Rovigo, era stato condannato in primo grado a due anni, senza sospensione condizionale della pena. In Appello, assistito dall'avvocato Luca Azzano Cantarutti di Adria, aveva invece incassato l'assoluzione. Verdetto di fatto confermato nella giornata di giovedì 13 giugno, dalla Cassazione, che ha ritenuto inammissibile il ricorso del pubblico ministero. Simile, a quanto si apprende, a quello presentato dalla Procura di Rovigo contro il proscioglimento di luglio scorso.

"La Cassazione - spiega l'avvocato Luca Azzano Cantarutti - ha posto fine ad una vicenda durissima, che ha visto il mio assistito dapprima condannato a due anni di reclusione - senza condizionale - e poi assolto, ora definitivamente. Per i protagonisti della vicenda 'Tanko' l'accusa di associazione sovversiva è stata dura da affrontare, stanti le implicazioni giuridiche ed emotive. Ora per il mio assistito è conclusa e confido che questa sentenza della Corte Suprema apra la strada alla definitiva assoluzione anche per gli altri imputati nel filone rodigino. Ho sentito gli altri miei assistiti ed ora sono certamente rincuorati".

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