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“Beh signora, lei ha un tumore”

La donna racconta la disavventura subita dall’anziana madre: “Trattata senza umanità”

“Beh signora, lei ha un tumore”

Un caso di cattiva sanità che non riguarda tanto un errore, un esame rinviato, pareri medici discutibili o una operazione sbagliata o, ancora, qualunque cosa che possa comunque essere materialmente quantificato anche in termini economici. Parliamo piuttosto di un caso che ha lasciato il segno, nel cuore e nella testa, dei malcapitati protagonisti di questa esperienza. Perché alla fine, se uno ha un tumore, non ci si può fare nulla. Ma per scoprirlo, c’è modo e modo. Ed attendersi quanto meno un po’ di umanità, crediamo sia lecito.

A raccontare la sua storia a La Voce, è una donna, che preferisce rimanere anonima soprattutto per proteggere la privacy della sua mamma che ha già subito un colpo non da poco. “Siamo entrati in pronto soccorso nel primo pomeriggio perché mia mamma aveva iniziato a sentirsi male, faceva fatica a respirare e ho deciso di accompagnarla all’ospedale. Mia mamma non abita qui, sta in un’altra Regione ma era ospite da me per aiutarmi con i figli. All’ingresso in pronto soccorso le hanno dato un codice giallo e si sono immediatamente occupati di lei. L’hanno presa in carico se ne sono occupati fino ad una certa ora e devo dire che non abbiamo avuto nulla da segnalare, anzi, ringrazio perché siamo stati sicuramente più fortunati di altri”.

Ma poi, con il cambio turno, la storia cambia. “Erano le 21 e posso citare senza essere banale, perché è proprio così, il classico detto dal giorno alla notte - continua la donna - Cambia il personale e la nostra avventura in pronto soccorso diventa un inferno. Chi è arrivato in sostituzione del personale in servizio fino a sera è arrivato già indispettito. Poi sono arrivati dei pazienti che avevano subito incidenti e chiaramente sono passati prima loro e noi aspettiamo ma poi il nuovo medico ha cominciato a fare storie perché mia madre non era residente all’interno della nostra Ulss e addirittura della nostra Regione. Con tono sgarbato e arrogante, senza neppure chiederle come stava, l’ha spostata in astanteria e la lascia lì fino a mezzanotte e mezza. A quell’ora è tornato, l’ha fatta scendere dal lettino e l’ha messa su una sedia chiedendole stizzito per quale motivo fosse capitata nella nostra Regione. E lei ha risposto che era venuta per i suoi figli. Finalmente il medico ha preso in mano i raggi che erano stati fatti prima a mia mamma e senza alcun tatto le ha sputato in faccia, in maniera crudele e cattiva, che si trattava di un tumore. Sono rimasta raggelata e lo stesso per mio fratello. Un comportamento senza cuore”.

“A quel punto davanti alla mia insistenza - spiega ancora la donna - siamo riusciti a farla ricoverare in reparto dove il personale che ha preso in cura mia mamma è stato davvero gentile e loro stessi sono rimasti basiti dal nostro racconto scusandosi per ciò che ci era successo anche se non erano certo loro i responsabili. Trovandosi di fronte tre persone traumatizzate (io, mio fratello e mia mamma), questo nuovo medico ci ha tranquillizzati spiegandoci che non si poteva fare una diagnosi di tumore con una semplice radiografia. E ci ha prescritto gli esami del caso. Il mio racconto vuole solo denunciare il comportamento senza umanità al quale siamo stati sottoposti noi, sperando che non accada mai più a nessuno”.

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