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IL CASO

Inferno nel condominio: condanne

Un inquilino sarebbe stato pedinato, minacciato, dileggiato. Costretto ad andarsene

Inferno nel condominio: condanne

Due condanne a sei mesi, a fronte di una richiesta di pena, da parte del pubblico ministero Alessia Pirani, di otto mesi. Il tutto, con la sospensione condizionale. Questo l’esito del processo celebrato ieri mattina in tribunale a Rovigo, di fronte al giudice Mabel Manca, incentrato su fatti che, secondo la ricostruzione accusatoria, si sarebbero verificati tra l’estate del 2014 e la primavera dell’anno successivo, in un condominio di Badia Polesine.

Undici mesi circa che, però, per la vittima, un residente nel complesso, sarebbero stati un vero e proprio inferno. Due condomini, infatti, secondo quanto prospettato dall’accusa, lo avrebbero preso di mira, dileggiandolo, attendendolo, pedinandolo, minacciandolo, anche in maniera decisamente pesante.

“Te spacco la faccia”, gli avrebbero detto in più di una occasione, ma anche “Te fago fora”. Alla fine, la vittima sarebbe stata tanto terrorizzata da cercare di uscire di casa il meno possibile, o comunque da chiedere di venire sempre accompagnata, per cercare di limitare i rischi al minimo. Alla fine, l’unica soluzione fu quella di disdire il contratto d’affitto e, di conseguenza, di cambiare residenza. Ora, a circa quattro anni di distanza da quei fatti, è arrivata una condanna, perlomeno in primo grado, a carico dei due imputati, per l’ipotesi di reato di stalking, o di atti persecutori.

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