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Autonomia, l’ultima mano

Zaia pronto a giocare pesante: in ballo c’è anche la sua candidatura. E nella Lega parte la corsa alla successione.

Zaia si rivolge ai maturandi che affronteranno l'esame di maturità

Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto

19/06/2019 - 21:17

Fosse una partita di poker si potrebbe tranquillamente dire che Luca Zaia, e con lui l’anima “venetista” del Carroccio, è pronta a fare “all in”, a giocarsi la mano della vita. Anche a costo di rompere con la corrente “romana” con cui oramai viene identificato Matteo Salvini.

Niente scontro, almeno per il momento, ma il clima non è mai stato così frizzante. Anche ieri il governatore ha confermato a tutti la sua intenzione di ricandidarsi, senza se e senza ma. E soprattutto senza farsi condizionare dai movimenti interni al Carroccio Veneto, dove la scelta del sindaco Treviso, Conte, come nuovo commissario lascia aperte parecchie interpretazioni. Di certo Conte è uomo di Pier Paolo Gobbo, trevigiano come Zaia e storico fondatore della Lega.

Negli ambienti veneziani dicono che l’unico motivo che potrebbe convincere Zaia a fare un passo di lato è proprio il raggiungimento dell’autonomia. Portato a casa il risultato potrebbe decidere di accettare il posto da commissario europeo, a patto però di avere voce in capitolo sul successore.

E per Zaia c’è un solo nome: la ministra Erika Stefani, vista come la persona adatta per frenare la corsa a palazzo Balbi degli “sgraditi”, Bitonci e Fontana su tutti. Sì, sarà una bella partita.

Il servizio completo e tutti i retroscena sulla Voce in edicola giovedì 20 giugno.

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