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CASTELNOVO BARIANO

Rapina con pistola: legata in casa

Arrivano le condanne per due presunti autori dell’assalto. Un rom e un complice d’oltralpe

Rapina con pistola: legata in casa

Il loro “pane” erano i furti. Ma, all’occorrenza, non disdegnavano, chiaramente secondo le contestazioni, le rapine. In una occasione vi sarebbe stata una rapina andata a buon fine, quando ad aprile 2018 una 28enne di Castelnovo Bariano venne sequestrata e legata in casa, tenuta sotto la minaccia di una pistola, e derubata di circa 3mila euro presenti in casa; in un’altra, invece, la rapina sarebbe fallita, quando, alcune settimane prima, i malviventi avrebbero cercato, senza successo, di bloccare l’auto di una esercente di Guarda Veneta, che stava tornando a casa con l’incasso.

Nel mezzo, cinque furti in abitazione, tra Adria e Mediopolesine.

Questo il compendio della ricostruzione degli investigatori, a carico del gruppetto di stranieri ritenuti gli autori di queste “imprese” criminali. Due sono stati di recente condannati dal Collegio del tribunale di Rovigo, altri due, invece, sono comparsi nella mattinata di ieri di fronte al giudice per le udienze preliminari, per rispondere, a vario titolo, delle contestazioni. A un rom residente lungo la Sinistra Po erano contestati tutti gli episodi sui quali avevano indagato i carabinieri. Ossia, appunto, la rapina, la tentata rapina, i cinque furti in abitazione. Il secondo imputato, invece, originario dell’Est Europa ma residente in Francia, era chiamato a rispondere della rapina e di un altro episodio. Il primo avendo ammesso, nel processo con rito abbreviato, le proprie responsabilità, ha incassato 3 anni e 8 mesi, mentre il secondo, che pure si vedeva contestati meno episodi, ma si è sempre dichiarato estraneo alle accuse, ha incassato quattro anni e due mesi. Una sentenza di primo grado che, ovviamente, sarà passibile di appello.

A indagare sulla rapina, così come sui furti, erano stati i carabinieri del Nucleo investigativo di Rovigo e della Compagnia di Castelmassa. Avevano scoperto, secondo questa ricostruzione dei fatti, come i rom della Sinistra Po fossero arrivati anche ad arruolare manodopera straniera per determinati blitz, sino in Francia.

I due imputati, al momento, si trovano in carcere a Rovigo e hanno presenziato all’udienza accompagnati dal personale della polizia penitenziaria.

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