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2680 bimbi polesani senza vaccini

Tuttavia il numero, confrontato con le altre aziende sanitarie venete è tra i più bassi

2680 bimbi polesani senza vaccini

20/06/2019 - 19:09

Torna in cima alle cronache la questione vaccinazioni, un po’ a causa dei termini per la presentazione delle documentazioni vaccinali alle scuole che si avvicinano (la data ultima è il 10 luglio), un po’ a causa del grave evento che ha scosso il veneto. Parliamo della bimba ricoverata nell’azienda ospedaliera Universitaria Integrata di Verona dopo aver contratto il tetano. La bimba non era vaccinata perché figlia dei cosiddetti genitori irriducibili o no vax. A commentare il caso anche il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella: “Il problema di fondo è che ci sono dei genitori che si incaponiscono e non vogliono neanche ascoltare un altro parere e purtroppo è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di casi recenti, come il bimbo con l’otite curata con l’omeopatia”.

Il caso della piccola ha portato la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto, ad emanare i dati relativi alle vaccinazioni nel nostro territorio.

E nella provincia di Rovigo, i bimbi e ragazzi che non sono in regola con le vaccinazioni sono ben 2680 dai quali 232 sotto i tre anni, 364 tra i quattro e i sei anni, 2084 tra i sette e i 16 anni.

Non si tratta, tuttavia, di figli di irriducibili genitori no vax: tra questi, infatti ci sono sicuramente anche loro ma i numeri si riferiscono agli inadempienti senza appuntamento fissato che potrebbero tuttavia essere senza una sola, come tutte, le vaccinazioni obbligatorie.

E sebbene il numero sembri particolarmente elevato, il Polesine è la seconda Ulss più coperta in termini di vaccinazioni: meglio di noi solo l’Ulss del Veneto Orientale che ha “solo” 1982 bimbi e ragazzi non vaccinati. Ma al confronto con Ulss come la Scaligera che conta ben 16mila 564 inadempienti o la Marca Trevigiana che fa 13mila 498 inadempienti, il numero di inadempienti polesani risulta quasi “ridicolo”.

“I numeri sono migliorati tantissimo negli ultimi due o tre anni - commenta il direttore generale dell’Ulss Polesana, Antonio Compostella - Non penso che il motivo sia l’introduzione dell’obbligo vaccinale. E’ troppo presto per poterne vedere davvero gli effetti sulla copertura vaccinale. Io credo piuttosto che si tratti di una presa di coscienza generale: in questi anni di vaccini se ne è parlato davvero tanto e forse anche il dibattito sollevato dai no vax ha avuto se non altro il merito di alzare il livello facendo scendere in campo esperti e studi scientifici a sostegno delle vaccinazioni”.

“Anche noi, come azienda Ulss 5 Polesana - conclude il direttore - abbiamo fatto molte campagne di prevenzione e informazione nelle scuole e credo siano tra le motivazioni del miglioramento, in termini di copertura vaccinale, nella provincia”.

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