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Il giudice “promuove” tre dipendenti dell’Ater

Sarà ora necessario adeguarne l’inquadramento portandoli dal quarto al quinto livello: l’azienda dovrà pagare la differenza retributiva dal 2011.

Il giudice “promuove” tre dipendenti dell’Ater

Tre dipendenti di Ater Rovigo hanno visto il giudice del Tribunale di Rovigo Silvia Ferrari riconoscere il loro diritto all’inquadramento superiore a quello deciso per originariamente loro dall’azienda, alla luce delle mansioni svolte. Una decisione di primo grado a fronte della quale, se lo vorrà, Ater potrà presentare Appello. A seguire i lavoratori, lo studio Finocchiaro - De Salvo - Ferrara di Padova, specializzato in diritto del lavoro.

L’azienda che si occupa delle case popolari, a seguito di questa decisione, dovrà adeguare l’inquadramento dei tre dipendenti, accordandosi alle valutazioni del giudice, portandoli quindi da impiegati di quarto livello al quinto livello.

La sentenza avrà, perlomeno in parte, anche effetto retroattivo, per quanto concerne le retribuzioni. Il giudice ha infatti stabilito che ai tre ricorrenti Ater debba pagare le differenze retributive, ai sensi del contratto collettivo nazionale di Lavoro della categoria in questione, a partire dal febbraio del 2011. 

In tutti e tre i casi, a fare la differenza, secondo la valutazione del giudice, è stato il fatto che, con il formarsi di una profonda esperienza lavorativa, i tre dipendenti avessero, nel corso degli anni, acquisito una competenza che li portava a lavorare con un grado di autonomia che non appartiene agli impiegati di quarto livello, ma costituisce invece un tratto distintivo di quelli del quinto livello. 

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