VOCE
Palazzo Tassoni
26.06.2019 - 20:00
A un anno esatto, precisamente alle 15.35 del 26 giugno 2018, dalla proclamazione a sindaco di Omar Barbierato e conseguente avvio dell’era civica per la città etrusca, il più significativo risultato politico è il ricompattamento delle forze di opposizione, come mai si era visto nei dodici mesi scorsi. Inoltre, si comincia a intravedere qualche crepa nella falange civica. Mai come mercoledì, dunque, i sei consiglieri dei cinque gruppi di minoranza (Bobosindaco, Cavallari 2.0, Fratelli d’Italia, Lega, Partito democratico) hanno parlato a una sola voce per annunciare la nuova operazione strategica, quella che Sandro Gino Spinello ha definito: “Un atto di legittima difesa”.
Incalza Lamberto Cavallari: “La trasparenza tanto proclamata con toni forsennati, nell’agire quotidiano si è trasformata nel suo contrario, al punto che i consiglieri di minoranza sono all’oscuro di tutto, non vengono coinvolti su niente ma vengono accusati di non collaborare. Sono sempre più chiusi nel loro ottuso recinto”. A questo punto Paolo Baruffaldi manda a dire che “Barbierato e civica compagnia devono ricordarsi che, sia pure legittimamente eletti, la maggioranza degli adriesi non ha votato per loro”.
Alla luce di tutto ciò, i sei consiglieri di minoranza hanno protocollato mercoledì mattina la richiesta di convocazione straordinaria del consiglio comunale per fare chiarezza su alcuni aspetti del regolamento non rispettato dal presidente Franco Bisco, ma anche per discutere ben 17 punti tra mozioni e interpellanze, alcune ferme da mesi. Osserva Spinello: “E’ senza dubbio inaccettabile la gestione del consiglio comunale da parte di Bisco, ancor peggio per la capigruppo, tuttavia non si tratta di inesperienza o incapacità di un singolo, ma di una precisa volontà politica che parte da Barbierato e che vuole in ogni modo censurare la voce delle opposizioni. Nell’ultimo consiglio comunale ci è stato negato il diritto, stabilito dal regolamento, di esprimere le motivazioni di voto su una mozione importante come quella sull’immigrazione”.
Aggiunge Baruffaldi: “Parlano di coinvolgimento dei cittadini, ma non è così: a Bellombra hanno chiuso il Traversagno senza avvisare nessuno, a Valliera l’informazione sull’incontro su Scolo Branco è stata del tutto insufficiente, anzi si è cercato di nascondere il vero argomento in discussione”. Per concludere: “Così non si può andare avanti”.
Ancora più duro Cavallari: “Come consiglieri non siamo neppure presi in considerazione per il ruolo istituzionale che ricopriamo, siamo arrivati all’assurdo che il consiglio comunale demanda due mozioni, che ho presentato a nome dei Cinquestelle su tematiche ambientali, alla consulta dell’ambiente che neppure sappiamo chi sia. Questo significa umiliare il nostro ruolo: per Barbierato prima vengono i cittadini civici, poi i cittadini, poi i consiglieri di minoranza”. A onor del vero la stessa stanzetta concessa per la conferenza stampa dei gruppi di minoranza non è certamente rispettosa della dignità del consigliere comunale, poteva essere scambiata per lo scantinato di palazzo Tassoni.
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