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TRIBUNALE

Tangentopoli delle terme, chieste le condanne

Coinvolti nel processo anche gli imprenditori polesani Luciano e Saverio Guerrato

Il giudice “promuove” tre dipendenti dell’Ater

Il prossimo 16 settembre arriverà la sentenza

02/07/2019 - 11:00

Nella giornata di ieri, è cominciata la discussione, in Tribunale a Padova, del processo incentrato sulla presunta "tangentopoli delle terme", ossia il sistema che, secondo le ipotesi dell'accusa, avrebbe visto alcuni politici domandare alle imprese, per ottenere l'assegnazione degli appalti, un versamento pari al 15% circa dell'importo complessivo. Cinque in tutto le persone che si trovavano a giudizio di fronte al Collegio del tribunale. Parti civili costituite, i Comuni di Abano e di Montegrotto, che domandano un risarcimento, per danno di immagine, pari rispettivamente a 800mila e 500mila euro.

A dibattimento si trovano quegli imputati che non hanno scelto riti alternativi. Per Giuseppe Biava, imprenditore bergamasco, il pubblico ministero ha chiesto 8 mesi, mentre la posizione del padre è stata chiusa, essendo venuto a mancare l'anno scorso. Per Patrizio Greggio, ex dirigente comunale di Abano, sono stati chiesti 1 anno e 4 mesi, 2 anni per Ermanno Pegoraro, ex consigliere comunale. Si viene poi alla posizione dei due imprenditori polesani coinvolti nel processo, Luciano e Saverio Guerrato, padre e figlio, per i quali sono stati chiesti, rispettivamente, 4 e 3 anni.

La sentenza è prevista per il prossimo 16 settembre,

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