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RIFIUTI

Rabbia e terrore per l'ampliamento della discarica

Sindaci in commissione, consiglieri regionali Ruzzante, Bartelle e Guarda: “Inascoltati”

07/07/2019 - 10:32

Seduta congiunta, ieri mattina, della Seconda e Quinta commissione del consiglio regionale con l’audizione dei sindaci dei Comuni di Baone, Masi, Piacenza d’Adige, Sant’Urbano, Vescovana, Vighizzolo d’Este e Villa Estense in merito al progetto di ampliamento della discarica tattica regionale di Sant’Urbano, appena al di là dell’Adige.

“Non può rimanere inascoltato l’urlo di dolore dei sindaci intervenuti, che giustamente non ci stanno a vedere la propria terra ridotta a una cloaca. Nell’incontro dedicato al tema dell’ampliamento della discarica tattica regionale di Sant’Urbano i primi cittadini dei Comuni del territorio interessato hanno sottolineato le enormi criticità dell’area: siamo in presenza di più fonti di stress ambientale e sanitario”. Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e uguali), Patrizia Bartelle (Italia in comune), Cristina Guarda (Lista Amp), già firmatari di una interrogazione a proposito, “Ampliamento discarica di Sant’Urbano: perché il Presidente della Giunta regionale rifiuta l’incontro con i sindaci?”. “Da parte della giunta c’è stata un’importante apertura, verrà rivalutata l’inclusione di alcune amministrazioni comunali nella Commissione Via. Non c’è ancora però la garanzia – sottolineano i tre consiglieri regionali – che siano tutti ammessi come avevamo chiesto con la nostra interrogazione”. “Un ampliamento di 1 milione di metri cubi, pari a circa il 30% dell’attuale cubatura, che prolungherà la vita della discarica di altri 10 anni. In questo modo – affermano Ruzzante, Bartelle e Guarda - la Giunta Zaia sgancia una vera e propria bomba sul territorio già martoriato! I sindaci della Bassa denunciano problematiche legate alla viabilità e al trasporto pubblico, alla programmazione socio-sanitaria, al ciclo dei rifiuti, ai fanghi usati in agricoltura, c’è la questione Sesa, i fiumi inquinati anche da Pfas, il problema occupazionale e la tendenza verso lo spopolamento”. I tre consiglieri regionali concludono: “Auspichiamo che la valutazione d’impatto ambientale cumulativa possa tenere conto di una situazione ormai al limite. I sindaci sono stati molto chiari nel chiedere una responsabilità non solo tecnica, ma anche politica: quale visione per il territorio della Bassa? E’ la ‘cloaca del Veneto’ o sarà rispettato il diritto ad una vita in condizioni dignitose e salubri per chi ci abita?”.

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