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Economia

"Outlet, solo promesse"

Altre carenze, non si vedono più le donne delle pulizie

Anche la pazienza delle commesse ha un limite.

La situazione qui sta precipitando: i bagni ovest sono chiusi, Prima Donna Collection ha abbassato la saracinesca a fine giugno, non esiste un bar, gli eventi organizzati sono pressoché inesistenti.

I clienti sono delusi, le ragazze che lavorano al DeltaPo Occhiobello Outlet village sono stanche.

Le commesse si sfogano e raccontano quello che sta accadendo. Barbara è di “casa”, è qui dall’alba dell’inaugurazione: “Ho sempre lavorato al Toys fin dall’aprile 2017. Noi siamo tra i pochi negozi che funzionano, il nostro incasso giornaliero lo portiamo a casa”.

La commessa ammette: “L’outlet era partito benino, poi l’afflusso è diminuito. Adesso sono rimasti una decina di negozi”. Barbara si lancia in un’analisi più approfondita: “Secondo me l’outlet non è mai decollato per motivi burocratici. Nell’ultimo periodo, poi, si sono sentite tante promesse e... nulla di concreto. L’affare con gli imprenditori canadesi è svanito”. E rivela: “I clienti che arrivano qui si stupiscono, online leggono che ci sono aperti moltissimi negozi, invece poi la realtà è ben diversa”.


Un’altra promessa estiva era l’apertura entro il 12 luglio di un bar, ma di nuovi locali (almeno a ieri mattina) non c’è proprio traccia. Così anche le commesse sono costrette ad arrangiarsi: “Non ci sono nemmeno i distributori automatici, abbiamo quindi comprato una macchinetta del caffè e la teniamo qui al Toys”, è la sorprendente rivelazione di Barbara. 

Kennet Street è una piccola oasi felice: “Siamo qui dall’apertura dell’outlet avvenuta nell’aprile 2017 - dice Romina - il negozio funziona, i prodotti sono di qualità e i clienti tornano tutti. Speriamo ci siano nuove aperture, noi comunque continueremo a dare il massimo".

Alessandra sottolinea: “Aprire nuovi negozi significherebbe creare posti di lavoro anche per la provincia di Rovigo”.

La commessa di un altro negozio preferisce rimanere anonima, ma lamenta alcune mancanze: “La pulizia lascia molto a desiderare, ci sono tante foglie per terra e nessuno interviene”.

Poi fa un appello al mondo delle istituzioni: “La Provincia di Rovigo e la Regione Veneto devono fare qualcosa”. La donna aggiunge: “Il centro è sofferente, occorrono nuove aperture, ma siamo stanchi delle promesse arrivate dai vertici. Vogliamo delle certezze, basta invenzioni”.

Le commesse ci mettono la faccia, il sorriso e l’impegno, ma non può bastare.

Sulla "Voce" di giovedì 11 luglio l'articolo completo.

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