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IL GRANDE FIUME

Po in secca, allarme nel territorio

Nel tratto compreso tra Stienta e Gaiba, somiglia più a un torrente di montagna che al grande Fiume

Po in secca, allarme nel territorio

Allarme siccità, il Po in secca preoccupa soprattutto l’Alto Polesine. “A s’è vist Po pin e Po vod”, recita un noto proverbio altopolesano. E in questo periodo il Po sembra davvero essere vuoto. Sabbia, sabbia e ancora sabbia. Lo spettacolo che si vede volgendo lo sguardo al fiume più grande d’Italia è davvero deprimente.

Soprattutto nel tratto compreso tra i territorio di Salara e Gaiba, dove il corso d’acqua disegna curve piuttosto ampie e dove la distanza tra le due sponde aumenta, lasciando meno acqua all’interno dell’alveo, in questi giorni somiglia più ad un torrente di montagna durante le secche estive, che al Grande fiume che tutti noi siamo abituati a ricordare.

Già lo scorso marzo la poca pioggia, e la mancanza di neve aveva fatto abbassare notevolmente il livello del fiume tanto da far preoccupare e non poco gli agricoltori che stavano facendo i conti anche con la primavera piuttosto anomala.

Gli esperti spiegavano che quelli erano gli effetti del grande caldo e dell'assenza di precipitazioni dopo un mese di febbraio che si classifica tra i più bollenti e siccitosi su gran parte d'Italia.

La mancanza di acqua in fiumi, laghi, invasi e nei terreni preoccupava l'agricoltura poiché le riserve idriche, erano necessarie per i mesi seguenti quando le colture ne avrebbero avuto bisogno per crescere.

Attualmente il livello in questa zona è davvero basso tanto che per la navigazione, in alcuni tratti, si deve affrontare una profondità massima di poco più di un metro. Transitando sulla sommità arginale del grande Fiume, è davvero impressionante la quantità di sabbia che si vede: in diversi tratti supera addirittura di molto lo specchi dell’acqua.

L’andamento anomalo di quest'anno, pare proprio confermare purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi atmosferici estremi di forti piogge e periodi di siccità, con veri e propri sfasamenti stagionali. E’ ormai normale assistere a precipitazioni brevi ma di grande intensità, seguite da un rapido passaggio dal maltempo alla siccità. E viceversa. I problemi della poca acqua, oltre che in agricoltura, si riflettono inevitabilmente anche sulla fauna del fiume e sulla navigabilità che attualmente risulta praticamente impossibile. “Non è tanto il livello delle acque a preoccupar, in quanto è stato anche molto più basso - spiegano alcuni frequentatori abituali del fiume che si basano sull’altezza dell’acqua riportata ai piloni del ponte - il problema è che continua ad alzarsi il fondo. Se non iniziano a cavare la sabbia come si faceva anni fa, la cosa si farà sempre più grave nel momento in cui, inevitabilmente, arriveranno le piene”. Un ragionamento molto semplice e lineare che, come si dice da queste parti, ‘non fa una piega’.

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