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Ecoambiente, c’è la norma salva cda

Sindaci al capezzale del Consvipo: nessuno vuole le quote della Provincia, ancora senza acquirenti

Ecoambiente, c’è la norma salva cda

Spunta la norma che prolunga la vita del cda di Ecoambiente e sposta al marzo 2020 la battaglia per le nomine ai vertici della società che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti. Una norma, la cui interpretazione sarà chiarita nei prossimi giorni e che, quindi potrebbe tenere in sella il presidente Palli e l’amministratore delegato Gibin ancora per quasi un anno.

Intenso pomeriggio, ieri, per i sindaci polesani, che si sono riuniti in tre assemblee una dopo l’altra. Prima quella, ennesimo capitolo di una storia ormai stucchevole, per discutere del futuro del Consorzio di sviluppo, poi la riunione dell’Ato acqua e infine il consiglio di bacino per i rifiuti. Tre riunioni in cui al centro del confronto c’erano le situazioni dei tre enti, ma dove non può non essersi parlato anche della tornata di nomine che si sta preparando nel mondo politico polesano. Le prime delle quali sono, o sarebbero, quelle relative al cda di Ecoambiente, dove si stanno battagliando i sindaci per i nomi di due dei tre componenti della squadra, dato che l’amministratore delegato sarà indicato dal sindaco di Rovigo.

Una battaglia che però potrebbe subire un inaspettato slittamento. Nella terza assemblea di ieri, infatti, è spuntata un’interpretazione normativa che potrebbe allungare la vita di un anno all’attuale cda. Un’interpretazione che dice che prima della scadenza il consiglio di amministrazione deve approvare almeno tre esercizi finanziaria. Ecco allora che la squadra in carica non decadrebbe nei prossimi giorni, ma nel marzo del 2020. In questo modo il presidente Alessandro Palli, la consigliere Alice Casetta e l’amministratore delegato Ivano Gibin rimarrebbero in sella per altri 9 mesi, rimandando gli scontri per le nomine ai vertici della società che si occupa di raccolta rifiuti. Sarà il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, ad occuparsi di fare chiarezza, attraverso pareri amministrativo-legali, sulla norma in questione.

La riunione sul Consvipo, invece, aveva al centro dell’ordine del giorno il futuro stesso dell’ente, da anni alle prese con un tentativo di riorganizzazione che stenta a decollare. Il punto nodale sono le quote di partecipazione della Provincia di Rovigo, che ha messo in vendita ma che, al momento non trova acquirenti. Il piano di palazzo Celio prevede la cessione del 35% delle quote, mentre un 10% se lo terrebbe in portafoglio. Non essendoci acquirenti, al di là di generiche dimostrazione di interesse, questo 35% verrebbe ripartito sugli altri Comuni. Ed è qua che spuntano mal di pancia a raffica. Il 35% di queste quote significa circa 200mila euro di quota annua che si dovrebbero sobbarcare i Comuni (con le varie gradazioni) in aggiunta alla propria quota. E al momento sono davvero pochi i sindaci pronti a questo sacrificio. Ecco allora che la prospettiva di una liquidazione-chiusura di tutto l’ente si fa più vicina, e per questo all’incontro di ieri c’erano anche diversi segretari comunali. Il problema, però, è che in caso di chiusura i Comuni dovranno dividersi le varie esposizioni bancarie di Consvipo, a partire dal finanziamento per gli impianti fotovoltaici sparsi in molti territori comunali, un costo non da poco anche in questo caso. Senza contare che l’operazione della Provincia di cedere al Consorzio l’ultimo piano della sede di viale Della Pace per pagare le quote degli ultimi due anni non è ancora andato in porto. Ecco allora che la situazione Consvipo continua ad essere più ingarbugliata che mai. Gran parte dei Comuni vorrebbe chiudere questo capitolo, ma la strada per farlo non è ancora stata individuata.

A seguire i sindaci si sono riuniti in assemblea Ato acqua, non si poteva definire il rinnovo cariche per il comitato istituzionale, ma è stato sottoscritto un documento per cui all’assemblea del 23 luglio sarà confermata l’attuale squadra guidata da Leonardo Raito, sindaco di Polesella, con Moreno Gasparini e Giuliano Zaghini. La relativa lista ha raccolto numerose firme, compreso l’appoggio del Comune di Rovigo.

Infine il consiglio di bacino del sistema rifiuti dove sono state approvate le linee guida per la redazione del piano d’ambito. Mentre l’indicazione dei nomi per il cda di Ecoambiente è finita in stand by.

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