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Interporto, il futuro è adesso

Conti in attivo e un ruolo sempre più importante.

Interporto, il futuro è adesso

Questa mattina, in Provincia, verrà presentato il “Piano regionale di trasporti 2030 - Mobilità sostenibile per un Veneto connesso e competitivo”. Messa così, difficile appassionarsi. E invece... Invece al suo interno ci sono capitoli interessanti - molto interessanti - per quanto riguarda il Polesine. A patto però che Rovigo riesca a diventare parte attiva di un processo che è appena al suo inizio.

Ci sono i fondi dedicati al trasporto su ferro per i quali a livello regionali sono previsti investimenti per 19 miliardi (con le tratte Rovigo-Adria e Adria-Mestre inserite fra le priorità); ci sono i fondi per la viabilità, ma ci sono soprattutto le risorse per lo sviluppo della portualità e della interportualità, fulcro di esportazioni che già nel 2018 hanno raggiunto i 63,3 miliardi di euro. Parliamo di cifre nell’ordine dei 271 milioni di euro.

Ecco, proprio sull’Interportaulità Rovigo può giocare una parte importante. Perché è vero che nelle schede, alla voce “mare-gomma-ferro” si citano in primo luogo Verona e Padova oltre al porto di Rovigo, ma in questi anni l’Interporto di Rovigo ha trovato una propria strada che, dopo anni di difficoltà e bilanci in rosso (a parte le annualità in cui a portare i conti in pareggio ci pensavano la cessione di capannoni e terreni), ha visto finalmente i bilanci tornare in attivo. E l’attività prendere nuova linfa in settori quasi inesplorati, come potrebbe essere in un prossimo futuro quello della movimentazione del frumento inserito nel grande progetto di acquisto dei prodotti polesani da parte della Barilla.

Interporto, tra l’altro, potrebbe svolgere una parte importante anche per la realizzazione di un altro dei punti cardine del Piano: il rilancio della navigazione interna, sia a scopo commerciale che turistico.

Intanto Interporto ha chiuso l’ultimo bilancio con un utile di 220mila euro. Che non saranno un’enormità ma che, se raffrontati con il passato, rappresentano una piacevole sorpresa. E per questo anche l’idea di cederlo (a Padova o Verona, come era nelle intenzioni della passata amministrazione comunale) pare avere avuto un primo stop.

 Il servizio completo sulla Voce in edicola giovedì 18 luglio.

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