you reporter

AGRICOLTURA

La grandine ha rovinato il raccolto

Il presidente di Confagricoltura: “Per pesche, pere, mele e kiwi si stimano danni anche del 100%”

La grandine ha rovinato il raccolto

“A San Bellino, Canda e Fratta Polesine non c’è quasi più soia, sono rimasti gli steli, e il mais è solo un alto stocco con foglie a brandelli”. Stefano Casalini, presidente di Confagricoltura Rovigo, elenca controvoglia i danni della grandinata che venerdì 12 e sabato 13 luglio ha pesantemente colpito Medio e Alto Polesine. “A Badia Polesine la frutta, già martoriata dalla cimice asiatica – spiega - ha ricevuto un altro colpo basso, a Castelguglielmo gli ortaggi sono completamente compromessi, anche capannoni e magazzini hanno subìto scoperchiamenti”.

Dal sopralluogo nei campi assieme al direttore dell’associazione Massimo Chiarelli e al referente di zona Giuliano Ferrighi (vicepresidente del Consorzio di difesa), emerge un quadro simile a quello dell’agosto 2013: coltivazioni rase al suolo. Emblematico il caso dell’azienda Giovanni Fregnan di Castelguglielmo, con dieci ettari di zucche di varie cultivar e diverse epoche di raccolta, tutte egualmente colpite e rese invendibili. Sempre a Castelguglielmo il maltempo ha compromesso le piante officinali biologiche che l’azienda dell’ing. Stefano Cestarollo produce e trasforma: tarassaco, passiflora, grindelia, menta, altea, dardania, cicoria ed echinacee quasi defogliate. Non si sa se potranno riprendersi da un colpo così forte. “Abbiamo dei contratti di vendita con la Germania, non sappiamo se riusciremo a rispettarli” afferma il titolare. “Oltre al danno diretto, molte persone non avranno possibilità di lavorare da noi nei prossimi mesi”. Per pesche, pere, mele e kiwi si stimano danni addirittura del 100%. “Ho lottato con tutte le mie forze per arginare i danni provocati dalla cimice asiatica – racconta Mirko Faccioli, frutticoltore di Badia Polesine – ma dopo questa mazzata getto la spugna!”. E’ indescrivibile la tristezza, la delusione degli agricoltori per il lavoro di mesi e mesi distrutto in pochi secondi. Il vento ha divelto buona parte delle strutture, la grandine era tantissima tanto da far crollare le reti.

“Lo sconforto accompagna in queste ore i nostri associati che – osserva Casalini - pur credendo nel proprio lavoro, e facendo tutto quanto prevede la normativa sulle buone prassi agricole, si trovano a combattere con forze contro le quali non è possibile vincere: il mercato, la cimice e ora la grandine. Tuttavia nelle aziende che abbiamo visitato, accanto alla tristezza ho intravisto la forza per continuare e lavorare”. Matteo Zerbinati agronomo e agricoltore a Badia Polesine analizza con razionalità positiva: “I kiwi hanno subìto la forza della grandine nella parte a ovest, le foglie butterate ne sono testimonianza. Però le piante sotto rete non hanno avuto grosse conseguenze, come pure il vivaio. Speriamo che il frutto non abbia subito gravi danni, perlomeno non in tutte le piante”.

In altre aziende frutticole con copertura di reti il forte vento ha divelto buona parte delle strutture, e: “La grandine era tantissima, tanto da far crollare le reti” racconta Michele Faccioli di Salvaterra, che non si perde d’animo: “Iniziamo a metterle in ordine, avremo un bel da fare per i prossimi giorni ma noi siamo forti, e continueremo meglio di prima”. “L’Unione europea ritiene fondamentale garantire un reddito alle aziende agricole – spiega il direttore Chiarelli – e finanzia con circa il 65% tali costi sopportati dall’agricoltore e veicolati anche tramite il Consorzio di difesa”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl