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Rom, un controllo porta a porta

A Crespino: “I minori girano mezzi nudi”. A Bagnolo di Po: “C’è una casa senza acqua né bagno”

Rom, un controllo porta a porta

La comunicazione è arrivata già sul tavolo dei sindaci polesani: mittente il prefetto Maddalena De Luca, che per una direttiva del ministero degli Interni chiede una ricognizione delle enclave di sinti, rom e camminanti nei comuni e in particolare delle situazioni a rischio. Il provvedimento da alcuni è stato ben accolto, da altri ancora ignorato. Hanno 15 giorni di tempo per mandare una relazione dettagliata, utile alla mappa dei rom chiesta da Matteo Salvini. Non ha ancora letto attentamente le richieste della prefettura Nicola Garbellini, sindaco di Canaro, che di fatto sostiene: “A Canaro è tutto sotto controllo. Abbiamo una famiglia rom che ha acquisito una casa. La situazione è nota e il territorio è ampiamente controllato”.

Si infuoca sull’argomento il sindaco di Villanova Marchesana, Riccardo Rigotto, che da tempo lotta per l’integrazione della realtà di stranieri dell’Est nel suo comune. “A Villanova Marchesana ci sono pochi residenti che fanno molti più danni dei rom, descrivendo il paese come sottosviluppato, con un reddito basso e in crisi. In realtà negli anni abbiamo scolarizzato molti rom, ci sono ragazze emancipate, che fanno una vita impensabile fino a cinque anni fa”.

Rigotto ha fatto il porta a porta nei casi più sensibili, quando si bruciavano i rifiuti e quando le regole non erano rispettate. “Sono andato casa per casa quando era necessario, ho spiegato che c’è la raccolta differenziata, che il volume delle radio non si può tenere così alto. Ti ascoltano. Il problema è che hanno delle usanze che collidono con le nostre. Solo che si lamentano, ma nessuno fa niente. Io mi sono rimboccato le maniche e li ho incontrati. Tra quattro mesi saranno in via Roma con i loro furgoncini, per ora sono via. A me danno del pazzo perché ci parlo, ma non sopporto chi si lamenta senza fare nulla”.

Rigotto, poi, sottolinea che una fotografia dettagliata di Villanova Marchesana e dei suoi rom, il prefetto ce l’ha già. “L’ho consegnata nel 2017 c’è casa per casa, lo stato dei dimoranti e residenti di Villanova Marchesana. Quindi questa mappatura che Salvini va sventolando, noi la abbiamo già chiara e pronta. Io non sono un uomo di sinistra, ma mi pare che il dialogo tra persone e l’integrazione sia possibile. Dopodiché farò il mio dovere e manderò la mia relazione alla prefettura io sono un uomo della Repubblica italiana”.

Molto entusiasta dell’opportunità il sindaco di Crespino Angela Zambelli: “Siamo contenti del provvedimento e lo seguiremo - dice - Abbiamo qualche situazione sensibile che teniamo monitorata costantemente. Dalla prossima settimana come giunta ci troveremo per dare atto il prima possibile alla mappatura e ben vengano queste iniziative. Meritano di essere mappate e controllate”.

A Crespino, ad esempio c’è una casa in affitto a 10 persone, quando la casa ne potrebbe ospitare la metà al massimo. “Cerchiamo di intervenire con polizia locale e carabinieri, che ci danno una grande mano - spiega il primo cittadino - In una delle frazioni abbiamo segnalato una situazione allarmante. Il nostro delegato cerca di monitorare sempre nel rispetto della legge. Sono necessarie misure precise e forti, perché ci sono nuclei a forte impatto, che non rispettano le regole, che non lavorano, non rispettano”.

Laddove ci sono minori in casa, inoltre, l’attenzione del sindaco Zambelli si alza ancora di più. “Non ci sono situazioni di abbandono, ma i genitori si ubriacano devono rendersi conto che 10 minori che gironzolano per le strade mezzi nudi non sono tollerabili”.

A Polesella, il primo cittadino esponente dei dem Leonardo Raito parteciperà al censimento da uomo delle istituzioni. “Una cosa è condividere o meno determinate leggi o disposizioni ministeriali, l'altro è quello di svolgere al meglio il proprio dovere di amministratori locali. Se è richiesta una segnalazione rispetto a insediamenti che possono comportare problemi sanitari per i bambini e le persone che vi risiedono, non vedo perché non dovrei rispondere. Io sono per il rispetto delle regole, sempre”.

A Bagnolo di Po, nell’Alto Polesine, la situazione è ben chiara. E Amor Zeri segnalerà: “Una famiglia appena arrivata con 4 figli in una casa in affitto in pieno centro. Al momento non danno alcun problema. Poi c’è un ritorno di alcuni rom che erano andati via per qualche tempo in periferia e hanno chiesto a noi una ruspa. Per un periodo abbiamo aderito a un progetto di lavoro per rom con Provincia e Fondazione. Ma finiti i sei mesi sono andati via”. Anche a Bagnolo di Po comunque, il sindaco Zeri tiene la situazione sotto controllo. Certo, fino a un certo punto. Il grosso problema è la mancanza di lavoro. “Comprano e vendono auto vecchie, non so che mercato sia, in alcuni casi non c’è acqua né bagni, non sappiamo come si lavano”, avanza ipotesi Zeri. Ma c’è un punto a loro favore: hanno tanti figli e per la scuola che muore è un tesoro inestimabile. “Scuola e sicurezza sono nel nostro programma - dice Zeri - e l’arrivo di quattro nuovi studenti è una cosa che guardiamo con favore”.

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