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Meeting della giostra

Capuzzo: “Giostra, il distretto deve crescere”

Il direttore di Camera Servizi: “Abbiamo investito 300mila euro in 15 anni portando in visita oltre 350 buyer in Alto Polesine”

Capuzzo: “Giostra, il distretto deve crescere”

Oltre 300mila euro in 15 anni per promuovere il lavoro del Distretto della giostra: è stato questo l’impegno della Camera di commercio di Venezia Rovigo nei confronti di un comparto che, come è stato sottolineato, in Alto Polesine vale 250 milioni di euro di fatturato, tra diretto e indotto, impiegando 1.500 persone. Alberto Capuzzo, direttore Camera Servizi srl, società in house della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, ricorda come la collaborazione tra Camera di commercio e Cna Rovigo a favore dello sviluppo e della promozione delle imprese della Giostra Polesana è iniziata quasi 20 anni fa con la nascita del Distretto.

“Negli ultimi 15 anni la Camera di Commercio di Venezia Rovigo ha stanziato più di 300 mila euro di contribuiti a sostegno di operazioni di incoming che hanno portato in visita al Distretto oltre 350 buyer da tutto il mondo - ricorda Capuzzo - vere e proprie operazioni di marketing territoriale che oltre a offrire opportunità di business alle imprese della Giostra, ci hanno dato modo di promuovere e far conoscere all’estero anche altre eccellenze dell’enogastronomia, della cultura e dell’artigianato del Polesine”. “Il Distretto polesano della Giostra si contraddistingue per diversi punti di forza, come la specializzazione, l’elevata qualità e sicurezza dei prodotti, la vocazione all’internazionalizzazione e la propensione alla ricerca di soluzioni innovative - aggiunge Capuzzo - qualità che fanno di esso un eccellenza imprenditoriale da promuovere e valorizzare nel mondo”. “Di per se stesso è una aggregazione riconosciuta e importante, un elemento fondamentale per investire le risorse - ribadisce Capuzzo - un gruppo di aziende localizzato, con un grande spirito imprenditoriale in un’area, quella dell’Alto Polesine, poco fortunata. Ma noi crediamo alla sussidiarietà per sviluppare un territorio, soprattutto nell’ottica di una apertura ai mercati internazionali: questo diventa un asset da espandere e far crescere. I nostri investimenti nel Distretto non servono per tappare buchi, tanto per essere chiari, ma per promuovere il lavoro delle imprese”.

Proprio rispetto a tecnologia, sviluppo e ricerca, uno dei compiti che la Camera di commercio ha avuto dopo la legge di riforma è la delega al rapporto tra lavoro e scuola. “Uno degli interventi, al di là dell’alternanza scuola-lavoro - precisa il direttore di Camera Servizi - è incentivare le formule che interconnettono la formazione scolastica e il lavoro nelle aziende, strumento che prepari al meglio gli studenti. Le imprese hanno un grande impatto sociale nel territorio, metterle in connessione con gli studenti è realizzare un rapporto qualificante, un modo per radicare le persone nel territorio”. In questo senso la Camera di commercio promuove percorsi formativi, dopo il diploma, di due o tre anni, strettamente a contatto con le imprese. “Per ora sono attivati nei settori del turismo, della meccatronica e portuale - conclude Capuzzo - al termine di questi corsi il tasso di assorbimento dei partecipanti nelle aziende è del 98%. Questo è un grande tema di sviluppo che cerchiamo di portare avanti”.

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