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PAPOZZE

Biometano, “subito un consiglio”

Giunta propensa a dare il via libera al progetto, se non dovessero arrivare osservazioni contrarie

Biometano, “subito un consiglio”

L’opposizione incalza la giunta sul progetto di centrale a biometano a ridosso del centro abitato di Papozze. E se la sua realizzazione sembra ormai decisa, Piermarino Veronese e Federica Bergo vogliono vederci chiaro. A tal proposito, proprio ieri, i due consiglieri comunali di opposizione hanno protocollato la richiesta di un consiglio comunale aperto sulla questione. Una richiesta indirizzata direttamente al sindaco Pierluigi Mosca con l’invito a “convocare il prima possibile” l’aula “vista l’urgenza dell’argomento e l’importanza”. L’idea è quella di poter svolgere una seduta aperta, in cui cioè non siano soltanto i consiglieri comunali a poter avere diritto di parola, ma in cui tutti i cittadini possano intervenire per spiegare la propria posizione sull’argomento e porre domande.

Il progetto, intanto, è in avanzato stato di valutazione in sede di conferenza dei servizi. Il Comune, con un atto di fine giugno, ha domandato a vari enti istituzionali, come Arpav, Provincia e Ulss, di avanzare eventuali osservazioni negative, annunciando, in caso contrario, di essere propenso, allo stato attuale dalla questione, a dare un parere favorevole alla richiesta di insediare, sul territorio comunale, il nuovo stabilimento.

Si tratterebbe, appunto, di uno stabilimento avente lo scopo di produrre biometano da utilizzare, poi, come fonte energetica. Il tutto tramite un processo di digestione di rifiuti organici, come deiezioni animali, frazione umida del rifiuto urbano e simili. In questa fase dovrebbero intervenire massicci quantitativi di pollina, vale a dire lo sterco dei polli. Il residuo, denominato appunto digestato, dovrebbe poi venire spanto sui terreni agricoli.

A questo scopo, la società che ha proposto il progetto avrebbe già preso contatti con i titolari di decine e decine di appezzamenti agricoli sparsi in vari Comuni del Polesine, con l’assenso di questi a un eventuale spandimento. Non solo: a fronte di eventuali contrarietà dei Comuni, viene spiegato nei documenti della società proponente, si dovrebbe rilevare come gli enti locali non abbiano titolo ad opporsi a queste attività, una volta che sia stato raggiunto l’accordo col titolare del terreno.

Ma le associazioni si stanno già mobilitando.

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