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LA QUESTIONE VENETA

Autonomia inchiodata dai cavilli

I grillini perdono tempo e frenano persino sulle Soprintendenze.

Autonomia inchiodata dai cavilli

L’autonomia del Veneto resta ancora inchiodata ai cavilli. Non è stato sbrogliato il nodo beni culturali nel vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i due ministri Alberto Bonisoli e Erika Stefani. A seguire, il nuovo summit tra lo stesso premier e i suoi due vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio: iniziato con oltre un’ora di ritardo, l’ennesimo vertice - in programma per ieri a palazzo Chigi - è durato poco più di mezz’ora. Insomma, doveva essere l’incontro risolutivo, e invece non si è risolto un bel nulla. Ancora una volta.

Anzi, il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio prende ancora tempo. “L’autonomia? - commenta, incontrando i giornalisti davanti al ministero del Lavoro - Credo che meriti tutto il tempo possibile perché è un provvedimento epocale”. Quindi precisa che, in casa M5s, le richieste del Veneto sono ancora irricevibili.

“L’autonomia si farà - aggiunge - ma non per due regioni e a scapito del Sud. L’Italia è una e indivisibile. Non voglio che accada quello che è successo nel 2001 con la riforma del Titolo quinto della Costituzione fatta dalla sinistra: sanità diverse, welfare diversi, servizi pubblici diversi, perché l’autonomia della sinistra ha creato danni al Paese. Noi siamo garanti dell’unità nazionale, il Sud non sarà penalizzato”.

Un messaggio neanche troppo criptico. Che significa che il M5s non è disposto a cedere. Eppure, Matteo Salvini predica ancora ottimismo. “Sono ottimista - conferma il leader della Lega - contiamo anche su altri sì. Anche perché i governatori stanno attuando la Costituzione, che dà facoltà di intervenire fino a 23 materie”, tutte quelle richieste da Luca Zaia, appunto. E per Salvini “una trattativa non prevede che se uno mi chiede 100 gli do 5”.

Quindi polemizza (o smentisce?) direttamente con Di Maio: “Eliminiamo un equivoco - dice Salvini - con l’autonomia non si tolgono risorse ad altri. Il principio è che se uno gestisce in maniera efficiente a livello locale, per esempio le Soprintendenze, quello che risparmio lo reinvesto sul mio territorio”.

Il servizio completo e tutte le reazioni sulla Voce in edicola venerdì 26 luglio.

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