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Bergantino

Museo della Giostra, avamposto del divertimento

Il direttore Tommaso Zaghini: “Ma avrebbe bisogno di più spazio, servono finanziamenti eccezionali per progetti unici”

Museo della Giostra, avamposto del divertimento

26/07/2019 - 17:50

Non è facile emozionarsi nell’epoca del digitale, tra le continue sollecitazioni che si ricevono da smartphone, tablet, pc e, ancora, dalla tv. Ma quando si entra in un mondo diverso, sconosciuto ai più giovani e legato al passato di quelli che lo sono un po’ meno, in quel momento è la meraviglia per gli uni, il ricordo per gli altri, ad emozionare. Questo succede a chiunque entri nel Museo della Giostra di Bergantino, avamposto del divertimento, nel quale il direttore Tommaso Zaghini accompagna i tanti visitatori che lo raggiungono, circa 4mila all’anno, nella storia di questo magico mondo.

E martedì prossimo, nell’ambito del Meeting della giostra che Cna Rovigo, Camera di commercio Venezia e Rovigo, insieme al Consorzio Veneto district amusement rides hanno organizzato tra Bergantino, Melara e Calto, Zaghini, insieme al suo staff, porterà in visita i buyers tra le sale del museo. “Circa la metà dei visitatori è straniera - racconta Zaghini - arrivano grazie al tour organizzato da un’agenzia viaggi di Vicenza nell’ambito di un percorso che li vede navigare lungo il Canalbianco da Venezia a Mantova e viceversa. Le guide che li accompagnano, che ho preparato sulla storia del nostro museo, parlano loro in inglese. Lo stupore, la meraviglia e l’incredulità che vedo nei loro occhi quando metto in funzione gli antichi organi conservati nel museo mi conferma che non hanno mai visto nulla del genere. Perché il nostro Museo della Giostra è unico al mondo, non e esiste uno uguale. A Parigi c’è qualcosa di simile, in giro per l’Europa ci sono magazzini e depositi di materiale, ma non c’è un percorso museale che spieghi la storia di questo mondo”.

Un percorso che potrebbe essere anche molto più lungo, per il materiale che il museo avrebbe a disposizione e per le idee del vulcanico direttore. Ma serve più spazio. “Il museo avrebbe bisogno dell’altra parte di Palazzo Strozzi, che versa in precarie condizioni, ma mancano i fondi adeguati - spiega Zaghini - l’immobile è in vendita, un accordo sarebbe anche possibile per il suo valore, ma l’ostacolo economicamente insormontabile è legato alla ristrutturazione. Ancor più interessante, oltre agli spazi del palazzo, il terreno adiacente, sul quale si potrebbe costruire un parco con le giostre del passato che, smontate, sono custodite in diversi capannoni del comune. Ne uscirebbe un piccolo parco storico, fatto di giostre vere e modellini, un’attrazione vera e propria per i visitatori. E se venisse inserito anche il materiale del Museo della civiltà contadina, al momento non fruibile dagli utenti, chiuderebbe il cerchio”. Il problema, come sottolineato, è legato ai finanziamenti. “Per allestire il museo avevamo ottenuto un finanziamento ministeriale di 500mila euro - ricorda il direttore - attraverso Arcus, una società del ministero stesso per lo sviluppo dei beni culturali. La chiave è proprio questa, poter accedere a finanziamenti eccezionali, se si vogliono realizzare progetti eccezionali”.

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