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LA STORIA

"Scatti no profit": "Ho scoperto un mondo"

Andrea Verzola, fotografo professionista, attivo in tutta Italia, racconta la sua avventura con la Onlus polesana Faedesfa

"Scatti no profit": "Ho scoperto un mondo"

Andrea Verzola

Andrea Verzola, il fotografo ufficiale di Fàedèsfa Onlus si racconta. Fàedèsfa Onlus è anche condivisione ed eventi. Il motore che muove tutto quello che questa realtà con sede a Fratta Polesine fa, è la beneficenza. Il fare del bene agli altri è una missione. Ed è una missione anche per coloro che con la Onlus collaborano. È il caso di Andrea Verzola, fotografo professionista polesano, che lavora in tutta Italia, ma che con Fàedèsfa ha iniziato ad instaurare da poco un bellissimo rapporto. È proprio lui a raccontare come si trova in questo ambiente.

Come ha conosciuto la realtà di Faedesfa?

“Conoscevo la Onlus già prima di iniziare a lavorare per la stessa. Da buon motociclista, ho partecipato a diverse edizioni di Moto Carbonara. La passione per la moto si è affiancata ad uno scopo bello e grande, che è quello di fare del bene agli altri. È per questo che ho cercato anche di coinvolgere tanti altri amici che con me hanno partecipato a questi eventi. Oggi dunque lavorare con la Onlus è per me fonte di orgoglio”

Chi l’ha coinvolta in questo progetto?

“Sono stato coinvolto da Filippo Dalla Villa di Freskiz Comunicate che già da tempo collabora con la Onlus. Ci eravamo incontrati per altri lavori ed è stato lui a coinvolgermi, dandomi fiducia nel raccontare con le foto questa organizzazione. Una volta incontrato il presidente Andrea Pezzuolo, ho capito di essere entrato a far parte di una realtà concreta e bella, che ho desiderato descrivere sin dal primo scatto”.

È la prima volta che lei è fotografo di una Onlus?

“Sì, per me è la prima esperienza come fotografo di una Onlus. Di solito lavoro con aziende per comunicazione e marketing un po’ in tutta Italia. Sono felice di riportare anche le storie di Fàedèsfa perché mi sento davvero utile. È un lavoro fatto da un’associazione a fin di bene ed è anche un lavoro che permette di far vivere un territorio. Sono dunque molto onorato di essere parte di questa grande famiglia dalle maglie verdi”.

Come è lavorare con una Onlus di questo tipo?

“Una figata! Sono felice di aver conosciuto persone fantastiche, in primis il presidente Andrea Pezzuolo, ma come lui tutti i volontari che si spendono con grande impegno in questa missione importante. Per fare cose di questo tipo bisogna essere fuori dagli schemi e allo stesso tempo bisogna essere molto inquadrati, positivamente parlando. Insomma, mi sono sentito a casa sin dal primo contatto”

È dunque un’esperienza positiva?

“Certamente. Dal punto di vista umano, ogni volta torno a caso con un’emozione diversa. In un piccolo territorio come il nostro, Fàedèsfa sta creando qualcosa di positivo, un modo nuovo di vivere il Polesine e di fare eventi con il sorriso. È un’esperienza da vivere al 110%, che amo raccontare. E ringrazio uno per uno i volontari dai quali sto imparando molto perché sono tutti diversi per età, genere, professione, ma sono legati da un unico filo rosso, ovvero fare del bene agli altri partendo dal proprio impegno personale. E questo deve essere uno stimolo per tutti, per avere un mondo migliore partendo dal piccolo e per sentirsi finalmente utili in favore della vita degli altri”.

 

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