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Rifiuti

Ecoambiente lo scontro si fa doppio

E’ guerra anche nei partiti per le nomine, fioccano i nomi e il centrodestra si spacca

Ecoambiente lo scontro si fa doppio

04/08/2019 - 21:31

C’è un muro contro muro per la nomina del cda di Ecoambiente. Ma anche il sospetto d una nuova guerra sui rifiuti, dato che fra sindaci e partiti politici scoppia lo scontro per le nomine del nuovo vertice della società che gestisce la raccolta de rifiuti in Polesine, e che probabilmente si candiderà a gestire la discarica di Villadose per molti anni. In ballo ci sono affari e poltrone, quindi, ed è per questo che in queste ore impazzano guerre su più livelli. Con lo strisciante sospetto di un nuovo interessamento dei colossi energetici.

Il primo livello di scontro è quello, irrisolto, del cda di Ecoambiente. Secondo i sindaci polesani l’attuale governance è scaduta. Per il commissario Rsu Pierluigi Tugnolo (il Consorzio e uno dei due soci di Ecoambiente, l’altro è il Comune di Rovigo) scadrà solo a marzo. Posizioni inconciliabili, anche dopo l’appello lanciato dai primi cittadini polesani (lettera firmata da Gaffeo di Rovigo e Gino Alessio presidente del Consiglio di bacino). I sindaci vogliono cambiare subito, Tugnolo, che deve nominare due componenti del cda su indicazione dei sindaci, no. Uno stallo che secondo molti rischia di paralizzare Ecoambiente, in una posizione di incertezza e con l’attuale cda, di fatto delegittimato dai sindaci-soci. Oggi è in programma l’assemblea del Consiglio d bacino che deve formalizzare le indicazioni per il cda. Destinate però a scontrarsi sulla granitica posizione di Tugnolo (mercoledì l’assemblea de soci). Di fatto una paralisi. Ed è impensabile che a risolvere il nodo intervengano le dimissioni dell’attuale consiglio (Palli, Gibin, Casetta).

C’è poi il secondo livello di scontro, quello all’interno de sindaci. La corsa alle nomine è partita da tempo ma è in questo giorni che si cristallizzano posizioni e divergenze, alleanze e lotte intestine per arrivare alla nomina dei tre componenti del cda (due da sindaci polesani-Rsu, e uno dal sindaco di Rovigo). E così dal centrodestra sono diversi i nomi presentati, a dimostrazione di linee d’azione che non si incontrano. L’area Lega ha presentato la candidatura di Antonio Schiro, commercialista e fra i revisori dei conti di Ascopiave. Una candidatura molto gradita al Carroccio e al Comune d Badia. Sempre dal centrodestra, ma sponda Forza Italia, invece, arriva la candidatura di Marco Trombini, ex presidente della Provincia. E Da Porto Viro, quella di Nicola Marinelli C’è poi Adria che ha presentato la proposta per il cda di Debora Stoppa, del comitato Ca’ Emo. Il Pd punta su Michela Bacchiega e Stefano Borile, mentre da Occhiobello è arrivata la candidatura di Lorenzo Feltrin, esponente della sinistra. Il primo cittadino di Rovigo, Edoardo Gaffeo, da tempo ha individuato in Giancarlo Lovisari la persona giusta per fare l’amministratore delegato. Troppi nomi, dunque, per tre soli posti (uno ad una donna). Le maggior difficoltà però ce le ha il centrodestra, a cause di spaccature più profonde. Ecco allora che le cordate dovranno trovare il modo di fare sintesi e scendere ad accordi, i quali, inevitabilmente avranno ricadute anche sulle successive nomine di altre società partecipate. A partire da Asm Set. Il Consorzio di sviluppo invece è già visto la nomina del cda con due nomi di area centrosinistra, Francesco Musco e Anna Osti e il presidente vicino al centrodestra, Guido Pizzamano.

Infine i dubbi su un possibile interessamento dei colossi energetici sulla partita dei rifiuti, e della discarica, del Polesine.

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