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ECONOMIA

Iva, stangata da 600 euro all’anno

Pattaro: “Siamo al limite della sopravvivenza”. Ceccato: “Un’ipotesi catastrofica”

Iva, stangata da 600 euro all’anno

Il temuto aumento dell’Iva che potrebbe scattare senza un intervento correttivo del governo già dal prossimo 1° gennaio, è una stangata da 600 euro all’anno per ogni rodigino. La novità sta scuotendo il mondo del commercio: si parla di aumenti fino al 25% dell’Imposta del valore aggiunto, che è già al livello limite del 22%.

“Questa misura colpirebbe non solo il consumatore finale, ma il commerciante - è certo Stefano Pattaro, presidente polesano di Confcommercio - L’80% delle attività si farebbero carico dei due punti due punti e mezzo in più di Iva e se da una parte diminuirebbe la spesa, dall’altro sarebbero i commercianti già stretti in una competitività esagerata, ad ammortizzare il colpo”.

Pattaro aggiunge: “Il nostro presidente nazionale Carlo Sangalli sta implorando tutti i governi e i vari politici di bloccare questo dissanguamento. Sarebbe il disastro per l’economia e per il commercio in generale. Diminuirebbe ancora di più la nostra marginalità già all’osso un ulteriore colpo ai reni”.

Gli fa eco Vittorio Ceccato, presidente di Confesercenti: “Beh sarebbe un disastro, o una catastrofe. Un aumento che andrebbe a deprimere ancor più i consumi interni che già in generale sono molto sofferenti. Da mesi e mesi la nostra presidenza nazionale sta cercando di scongiurare in tutte le sedi possibili questa evenienza che sarebbe terribile”.

Fa un esempio di quanto incide l’Iva sul prezzo finale Stefano Pattaro, che gestisce un negozio di abbigliamento a Badia Polesine: “Il prezzo finale è dato per un quarto dall’Iva è una fetta davvero importante se poi ci mettiamo che il 70% va via per imposta diretta e indirette e varie siamo davvero al limite della sopravvivenza. Ci si rimette più o meno 600 euro all’anno”.

Se tutto costerà di più, gli acquisti diminuiranno e questo danneggerà i commercianti. Ma saranno danneggiati anche gli operatori perché non potranno più offrire prezzi competitivi sul mercato. Per non parlare dell’appetibilità dell’Italia.

A Rovigo, tra i commercianti, il timore serpeggia, insieme a una rabbia che monta. “Così non si può andare proprio più avanti”.

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