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Cinque scout polesani negli States

Cinque scout Agesci della provincia di Rovigo negli Usa con circa 35mila ragazzi di 164 nazioni per il Jamboree

Cinque scout polesani negli States

Da circa una settimana sono tornati i cinque esploratori polesani che hanno preso parte alla 24esima iniziativa internazionale conosciuta come World Scout Jamboree, tenutasi dal 22 luglio al 2 agosto negli Usa. I cinque scout Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) non sono semplicemente stati invitati a partecipare, sono stati scelti tra i tanti come rappresentanti degli scout della provincia di Rovigo e provengono dai diversi reparti: Pietro Ferrigato (Canda1), Alberto Stocco (Rovigo2), Stefano Girotti (Isole Delta del Po1), Silvia Malagutti (Melara1), Riccardo Moretti (Isole Delta del Po1). Insieme a loro, a capeggiare le rispettive zone e province d’Italia, altri ottocento ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16 anni e circa quattrocento tra capi unità (responsabili accompagnatori) e Ist, giovani tra i 18 e i 20 anni che si sono offerti volontari per offrire servizio al jamboree.

Come dice Alberto Stocco, uno dei diretti partecipanti al progetto, “i momenti più forti sono stati sicuramente la Cerimonia di apertura con il rinnovo della promessa scout di tutti i 45mila presenti, il Cultural Day, il giorno dedicato alla presentazione e condivisione delle peculiarità della cultura di ciascuna nazione, la cerimonia interreligiosa, la festa di contingente, il confronto e lo scambio continuo con scout di tutto il mondo. Insomma, un’esperienza davvero unica nel suo genere, che ti rimane nel cuore e non finisce mai perché apre gli occhi alle meraviglie del mondo”.

All’evento, organizzato principalmente da Messico, Canada e Stati Uniti, hanno partecipato circa 35mila ragazzi provenienti da diverse parti del mondo che però si sono trovati riuniti nella stessa zona: la Summit Betchel Reserve in West Virginia, un’ex miniera di 4mila ettari trasformata dai Boy Scouts of America appositamente per ospitare grandi eventi di questo tipo. In questi 12 giorni gli scout italiani hanno avuto la possibilità di mettersi in gioco, non solo per quanto riguarda lo sport, svolgendo svariate attività fisiche come percorsi aerei con carrucole, mountain bike di vari livelli, sport acquatici come il kayak o il rafting, tiro al bersaglio, tiro con l’arco, skate park o arrampicata, ma anche nel campo delle relazioni interpersonali.

Infatti all’iniziativa si è voluto dare importanza specialmente alle relazioni tra i ragazzi provenienti dalle 164 nazioni presenti che, conoscendosi e raccontandosi svariate esperienze, hanno fatto amicizia tra loro e si sono divertiti in modo genuino, cogliendo perfettamente nel segno l’obiettivo dell’evento. Il motto è stato “Unlock a new world”, ovvero “sblocca un mondo nuovo”. Questo slogan voleva essere un invito ad aprirci continuamente a nuove avventure, a conoscere nuove culture e stringere nuovi legami per guardare il mondo con occhi nuovi ogni giorno e, insieme, costruire un nuovo mondo, quello di cui i ragazzi hanno dato prova efficacemente.

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