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Palazzo Celio

Diritti esclusivi di pesca si va verso l’ok ai 15 anni

Il presidente Dall’Ara ha radunato parte degli amministratori provinciali oltre ai segretari politici Traniello (Pd), Dorio (Lega) e Cortelazzo (Forza Italia)

Diritti esclusivi di pesca si va verso l’ok ai 15 anni

Dire no per dire sì. Non è un gioco di parole, ma è ciò che spera dicano - o meglio votino - a palazzo Celio giovedì prossimo i consiglieri provinciali chiamati a decidere sulla delicata questione dei diritti di pesca. Lunedì 19 agosto pomeriggio, sul tardi, riunione pre-consiglio a palazzo Celio, chiesta dal presidente Ivan Dall’Ara, alla quale hanno partecipato Roberto Pizzoli, Francesco Siviero, Sara Mazzucato, Emanuela Beltrame e Antonio Laruccia. Con loro pure i segretari di Pd, Giuseppe Traniello Gradassi, Lega, Fausto Dorio e Forza Italia, Pierluigi Cortelazzo. Un summit per vedere se si riesce ad arrivare a una risoluzione del problema, in mezzo alle tante prese di posizione, più o meno giustificate o giustificabili, da parte degli attori protagonisti. Risulta difficile persino riepilogare questi ultimi mesi di scontro tra i rappresentanti del Consorzio cooperative pescatori del Polesine di Scardovari e la Provincia. Sul tavolo i diritti esclusivi di pesca nella Sacca di Scardovari, che Palazzo Celio da almeno tre decenni, ha concesso al Consorzio, con proroghe su proroghe.

E proprio di un’altra proroga si discuterà in aula, giovedì 22 agosto, tra i consiglieri provinciali. Si dovrà votare “sì” o “no” al diniego della richiesta di proroga per 15 anni fatta dal Consorzio. In queste settimane sono state lanciate proposte, più o meno reali, di ogni tipo: da quella che vedeva un affidamento diretto da parte della Provincia di cinque anni prorogabili di altri cinque, alla proroga fino al termine del mandato di Dall’Ara a quella, ben più reale e che sarà come secondo punto all’ordine del giorno di approvare una convenzione con il Consorzio per un solo anno, dall’1 gennaio prossimo al 31 dicembre 2020. All’uscita dal pre-consiglio, il clima era sereno, anche se girava una battuta che suonava più o meno così: “Siamo come i democristiani, che si scannavano a porte chiuse e uscivano col sorriso”. Ma effettivamente il clima era rilassato, e sembra che la soluzione possa essere più vicina di quanto sembri. Quella di votare “no”, appunto, al diniego della richiesta di proroga e quindi lasciare per i prossimi 15 anni i diritti esclusivi al Consorzio.

Bocche cucite, ma le battute, come detto, si sprecavano. “Dai che sarai ricordato come il re del Delta del Po” ha scherzato Cortelazzo con Dall’Ara. “No lascio questo onore a Pizzoli” ha risposto il presidente della Provincia. Tutto fa ben sperare, nonostante i nodi legati al parere negativo che il dirigente della Provincia, Maria Votta Gravina, ha dato sulla proroga. Non sono serviti - alla dirigente - i pareri dell’Avvocatura dello stato e di quella regionale per rivedere la sua posizione. E nemmeno gli inviti del prefetto Maddalena De Luca. Ma a questo punto, sembra che la decisione sarà presa dalla politica, come gli stessi pescatori - pronti a marciare in oltre 3mila su Rovigo - avevano chiesto.

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