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“Autonomia, via senza ritorno”

Il vicepresidente Forcolin: “M5S dilettanti allo sbaraglio”.

“Autonomia, via senza ritorno”

Gianluca Forcolin

23/08/2019 - 20:24

“La strada intrapresa per l’autonomia è senza ritorno”. Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto, non cede di un millimetro rispetto a quella che definisce per la Lega “la madre di tutte le battaglie”. “A partire dal tassello importante rappresentato dal referendum con la mobilitazione popolare che ha portato 2,4 milioni di veneti alle urne, porteremo avanti l’autonomia sia se saremo all’opposizione che al governo: i nostri parlamentari ne dovranno sempre tener conto” ammonisce Forcolin. “Dopodiché l’autonomia è una questione esclusivamente politica - prosegue - dire che 23 materie sulle quali richiederla sono troppe è un pretesto, affermare di non aver capito la pre-intesa e poi commentarla una presa in giro. Il Movimento 5 Stelle si è arrampicato sugli specchi: abbiamo chiesto autonomia su 23 materie perché quello dice la Costituzione, se commenti qualcosa che dici di non aver capito, sei in malafede”.

“Se dovesse nascere un governo Pd e Movimento 5 Stelle il tema della autonomia verrebbe affossato - riflette Forcolin - con un ministro come Barbara Lezzi che vede solo il Sud e con un Pd, sul solco di quello veneto che non ci ha agevolato durante il referendum, che non credo si schiererà a favore. Ma sul tavolo del prossimo governo, qualunque sarà, porteremo l’autonomia come prima azione utile”.

“E visto che sarà a saldo zero per lo Stato - aggiunge il vicepresidente veneto - col passaggio dal costo storico al fabbisogno standard, ci giochiamo tutto sapendo di portare a casa poco, in proporzione. Ma abbiamo già dimostrato di saper gestire un bilancio con poche risorse, è l’unico percorso di responsabilità possibile”.

“I 5 Stelle qua in Veneto si erano schierati per l’autonomia, capendo come tirasse una brutta aria per loro - ricorda Forcolin - ma è un partito che predica bene e razzola male. Lo ha dimostrato a Roma con i no alla Tav, alla Pedemontana: sono dei dilettanti allo sbaraglio”.

Invece con l’Emilia Romagna i rapporti - sul fronte autonomia - sono diversi. “Con Bonaccini (presidente dell’Emilia Romagna ndr) i rapporti sono buoni - sottolinea Forcolin - la loro richiesta di autonomia è per minori funzioni, ma vogliono andare avanti”.

Poi il tema Zes per la città metropolitana di Venezia e per il Polesine. “Siamo in linea con quanto richiesto dai nostri parlamentari - conclude Forcolin - ma anche qui il ministro Lezzi si è dimostrata di parte. Noi chiediamo solamente la nostra dignità, suffragata da relazioni e dossier. Ma sembra che a volere una secessione dal Nord sia più la Lezzi, con questo comportamento”.

“Speriamo che si vada al voto - chiosa il vicepresidente del Veneto - è inammissibile che in un Paese dove comuni e regioni sono amministrate quasi tutte dal centrodestra, rischiamo di trovarci un presidente del consiglio come Fico, col suo pugno chiuso alzato. L’Italia non è il paese delle banane, dobbiamo dare voce al popolo”.

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