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Caso Ater

“No agli aumenti e agli sfratti”

“Pagare i vecchi canoni, chiedere all’istituto di rivedere la legge, e non cacciare di casa”

“No agli aumenti e agli sfratti”

No agli aumenti e no agli sfratti. Gli inquilini Ater non allentano la morsa della protesta contro la legge regionale che ha ridefinito i criteri e i canoni d’affitto degli alloggi popolari, comportando così aumenti anche elevati degli affitti.

Oggi il coordinamento rodigino tornerà a riunirsi in assemblea in via Galilei in Commenda. Gli inquilini torneranno a ribadire le loro posizioni e la necessità d fare azioni di pressione sulla Regione per far sospendere la legge.

L’obiettivo della lotta pacifica è quindi lo stop alla legge, e lo strumento per raggiungerlo è duplice: manifestazioni e presidi di protesta “e la decisione - spiega Diego Foresti, coordinatore del coordinamento - di praticare il pagamento dei canoni vecchi accompagnata dall’invio di una raccomandate all’Ater con apposita modulistica per chiedere la revisione del canone e nelle more la sospensione dei nuovi canoni”.

Gli inquilini di Rovigo, come anche quelli dei coordinamenti delle altre province venete chiedono anche il blocco delle procedure di sfratto per il superamento dell’Isee erp secondo la nuova legge.

Il coordinamento rodigino inoltre ritiene “indispensabile programmare un piano di investimenti pubblici per la costruzione di nuovi alloggi popolari e la manutenzione e assegnazione degli alloggi sfitti”. E ancora “dice no alla smobilitazione e vendita del patrimonio degli alloggi popolari nel libero mercato”.

Una prima assemblea degli inquilini si era tenuta la scorsa settimana in Commenda, successivamente era stato organizzato un sit-in, con cartelli e raccolta firme, davanti alla sede dell’Ater provinciale in piazza Repubblica. Ora la protesta ricomincia. Nelle scorse settimane in più occasioni partiti politici, sindacati, consiglieri regionali, associazioni di residenti hanno espresso la loro contrarietà alla legge di riforma e al rincaro degli affitti, chiedendo alla Regione di sospendere l’applicazione della legge e d rivedere criteri e procedure di calcolo degli affitti. La nuova normativa è stata messa a punto anche per stanare quei furbetti degli alloggi popolari che pur avendo redditi alti o elevato patrimonio potevano beneficiare d affitti di modesta entità. Secondo sindacati e associazioni, però, la revisione della Regione è stata fatta con l’accetta andando a far schizzare in alto l’importo degli affitti in maniera generalizzata e non sempre puntuale. Per questo motivo molti assegnatari di alloggi popolari si sono visti anche triplicare l’affitto della casa, creando non poche possibilità di farvi fronte. La conseguenza è quella del rischio di decine, forse centinaia di sfratti nel Veneto e in Polesine.

Oggi alle 18 gli inquilini Ater di Rovigo tornano a riunirsi per decidere altre forme di protesta e ribadire il loro no ad aumenti indiscriminati e sfratti.

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