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Caso Piruea

“Fare chiarezza su progetti e soldi”

Rossini: “Vorrei sapere se il Comune intende verificare tutti i piani, le fidejussioni e chiedere risarcimenti”

“Fare chiarezza su progetti e soldi”

Rossini torna a chiedere chiarezza sui Piruea, gli strumenti urbanistici attivati anni fa per realizzare opere pubbliche in compartecipazione con i privati. Piruea in alcuni casi andati a buon fine, in molti altri arenati o naufragati.

Il consigliere comunale di minoranza Antonio Rossini torna a chiedere all’amministrazione comunale di fare il punto della situazione. Anche alla luce delle dichiarazioni del sindaco che aveva lanciato l’idea di un bosco urbano per l’area dell’ex Gabar in vale Oroboni. E vuole sapere a che punto sono i piani non ancora terminati e se l’amministrazione intenda recuperare le polizze di garanzia e fare azioni di risarcimento verso gli inottemperanti.

Per Rossini l’area è una delle tante incompiute, ovvero delle lottizzazioni della prima decade del nuovo secolo, nelle quali i costruttori, a fronte di riduzione degli oneri comunali per la realizzazione di infrastrutture di edilizia abitativa, si impegnavano a realizzare opere di carattere pubblico in accordo con il Comune di Rovigo. Si tratta del programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale, più noto come Piruea. A tutt’oggi, molte di queste concessioni sono scadute e altrettante opere a favore del Comune non sono state realizzate”.

Rossini ricorda che “il sindaco ha espresso l’intenzione di realizzare nel cuore di San Bortolo un bosco urbano, ovvero un parco concepito e realizzato con strutture vegetazionali il più possibile naturali; abbastanza simili ai boschi, costituite perciò con specie in maggioranza autoctone, con fini prevalentemente protettivi e di miglioramento ambientale”.

Rossini ammette che “Qualsiasi proposta e ogni iniziativa atte a migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini mi trova in perfetta sintonia. I Piruea e gli ecomostri incompiuti sono visibili in quasi ogni quartiere della città. E’ noto che molte concessioni di lottizzazione sono scadute, ancorché fossero stare rivitalizzate con il “Decreto del fare” di renziana memoria, ma forse non è a conoscenza alla maggioranza dei cittadini che alla base di questi accordi tra Comune e costruttori vi è un contratto che imponeva ai privati il versamento di fideiussioni a garanzie e tutela del Comune in caso non venisse realizzato nei tempi stabili quanto concordato”.

Dopo questa premessa il consigliere comunale viene al nocciolo del problema ed elenca le richieste alla giunta e al sindaco per sapere se “si intenda accertare quanti e quali Piruea risultano scaduti al fine di verificarne i motivi ed individuare le opere pubbliche previste non ancora realizzate. Se si intenda controllare se le lottizzazioni imperniate sui Piruea risultano scadute e se sono stati adottati tutti i provvedimenti conseguenti; se si intenda quantificare il valore e l’attuale validità delle fidejussioni a garanzia dei Piruea”.

E ancora: “Se si intenda attivare la possibilità di escussione delle fidejussioni e le eventuali azioni giudiziarie da intraprendere nel caso le garanzie non fossero più disponibili. Se si intenda valutare nel complesso il danno urbanistico, paesaggistico ed ambientale prodotto dalle mancate realizzazione dei Piruea e se si intenda eseguire azioni di risarcimento nei confronti degli inottemperanti”. Infine l’ultima richiesta: “Se si intenda predisporre un progetto onnicomprensivo per la soluzione di tutte le situazioni incompiute, come quella della ex Gabar, per scongiurare altro consumo di suolo per nuovi insediamenti”.

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