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DA ROMA

Conetta: torna l’allarme profughi

L’esecutivo Conte bis potrebbe riaprire alcuni centri di accoglienza, anche in Veneto.

Conetta: torna l’allarme profughi

Il centro di accoglienza di Cona, così come quello della vicina Bagnoli di Sopra, potrebbe tornare a funzionare. Ci sarebbe anche la riattivazione di questi centri, dedicati all’accoglienza dei richiedenti asilo, infatti, tra i programmi - in via di formazione - del nuovo governo giallo-rosso.

I dem, infatti, appaiono decisi a rimettere in moto la macchina dell’ospitalità. La priorità - a quanto trapela- è quella di riaprire il Cara di Mineo, che costerebbe circa di 41 milioni di euro per 2.400 posti. Per quanto riguarda il Veneto, bollino rosso sui centri di Cona e Bagnoli (gli ultimi impegni di spesa sono stati rispettivamente di 20 e 30 milioni di euro): nei due paesi, lontani pochi chilometri, la popolazione locale e le amministrazioni comunali hanno più volte dichiarato la propria contrarietà agli insediamenti.

Il sindaco di Cona Alberto Panfilio, in particolare, aveva espresso apprezzamento per la rapidità con cui il governo aveva deciso di adottare la soluzione dell’accoglienza diffusa.

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