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Potremo vedere la città dall’alto entro Natale

Cantiere entro settembre, consegna dei lavori entro fine novembre: l'obiettivo dell'amministrazione per concludere i lavori di restauro

Potremo vedere la città dall’altro entro Natale

E’ in corso la risoluzione del contratto con la ditta che vinse l’appalto. Poi la nuova gara

Obiettivo apertura torre entro la fine di novembre. Se tutto andrà finalmente per il verso giusto, rodigini e turisti potrebbero già vedere la città di Rovigo dall’alto della grande torre. Una vicenda lunghissima che rischiava addirittura di non vedere fine. Ma il pericolo della perdita del finanziamento, a Palazzo Nodari parrebbe scongiurato. Ora però, bisogna fare le corse per evitare che il finanziamento venga decurtato ulteriormente, visto che, a causa dei ritardi nei lavori già i soldi a disposizione sono diventati meno. Parliamo dei lavori di restauro di Torre Donà, finanziati con un bando del Gal che avrebbero dovuto permettere a cittadini e turisti di tornare finalmente a visitare la torre più alta, simbolo della città di Rovigo. Quei lavori, purtroppo non sono ancora partiti. Ma l’assessore Giuseppe Favaretto ha un obiettivo chiaro in mente: aprire il cantiere entro la fine di questo mese, settembre, e chiudere i lavori entro la fine di novembre. Chi prenderà infatti in mano i lavori avrà obbligatoriamente la consegna dell’opera ultimata entro 60 giorni.

“Con riferimento ai lavori di riqualificazione dei giardini delle due torri e visitazione Torre Donà, si comunica che purtroppo persistono ritardi nell'avvio delle lavorazioni – così affermava il Comune di Rovigo, con una nota ufficiale, ancora a luglio - L'amministrazione, tramite gli uffici dei lavori pubblici, si sta adoperando per trovare la soluzione migliore per poter superare le difficoltà emerse, adottando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge sui contratti pubblici”.

Ad oggi, dovremmo essere un passo avanti. “Stiamo procedendo con la risoluzione del contratto in modo pacifico e consensuale con la ditta aggiudicataria dei lavori mai avviati per problemi insorti – spiega Favaretto – Concluso questo passaggio confidiamo di poter subito procedere con un altro affidamento e partire con il cantiere entro il mese in corso. Sono fiducioso”. Per il recupero della più alta torre di Rovigo il Comune ha messo sul piatto della bilancia 195mila euro, chiaramente complessivi del finanziamento dei contributi di Avepa e del Gal. Secondo progetto, la Torre Donà, alta 56 metri e scalabile grazie a 17 rampe di 17 gradini alti 17 centimetri, tornerà visitabile.

Nel pacchetto non dovrebbe mancare anche un potenziamento dell’impianto di illuminazione dell’area. Il punto forte del progetto, però, sarà la vista che si potrà godere dall’alto.

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