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Mala del Brenta

La vendetta su Maniero parte da Rovigo

Antonio Marietto Pandolfo, già braccio destro di Felice Maniero, uscirà dal carcere di Rovigo il 29 ottobre

La vendetta su Maniero parte da Rovigo

E’ l’unico della banda di Felice Maniero che non ha mai detto una parola. Marietto, braccio destro di faccia d’angelo, al secolo Antonio Pandolfo, uscirà dal carcere di Rovigo, dove da circa un anno è stato trasferito proveniente da quello di massima sicurezza di Sulmona, in Abruzzo, il 29 ottobre prossimo. Dopo 23 anni di carcere, infatti, per Mario grosso, come è anche conosciuto il 64enne veneziano nativo di Stra, si aprono le porte della libertà.

Pandolfo era l’amico di infanzia di Maniero, sono infatti praticamente coetanei, e i primi colpi da ragazzini, li avevano messi a segno insieme. La banda Maniero nacque così, insieme al cugino Giulio Maniero, con Felice c’era Marietto. Ragazzini ai quali lo zio di Felice, Renato, raccontava dei furti compiuti negli anni Cinquanta nella banda di Adriano Toninato, il bandito che a capo di un gruppo di fuorilegge aveva compiuto numerose rapine nella pianura veneta. Toninato venne catturato, con il suo luogotenente Coccato, in una cascina di San Pietro di Cavarzere da un drappello di carabinieri, guidati dal brigadiere Dino Ferrari. Era il 1958.

Storie, queste dello zio Renato, che fecero breccia in questi adolescenti, già protesi nelle loro prime scorribande da delinquenti. Felice scelse Marietto come suo vice da subito. Il perché era chiaro: non aveva paura, manteneva i nervi saldi, non perdeva la calma e, nei colpi della Banda Maniero che fecero la storia, è sempre stato presente. Dalle rapine ai laboratori orafi a quella al Casinò del Lido di Venezia, passando al colpo all’Hotel Des Bains sempre al Lido fino al carico d’oro che rubarono all’aeroporto “Marco Polo” di Venezia. I rapporti tra i due fraterni amici cambiarono quando Felice Maniero decise di far ammazzare Giancarlo Ortes, che li aiutò a evadere dal carcere Due Palazzi di Padova, ma iniziò a collaborare con la Dia. Secondo quanto raccolto dai Carabinieri, Antonio Pandolfo pare volesse ammazzare Maniero, cosa che spinse faccia d’angelo a collaborare con la giustizia.

Da quel momento Marietto si è staccato da Felice, nel 1996 è finito in carcere e non ha mai collaborato con la giustizia. Sembra che l’unica parola detta sia stata “Vendetta”. Per questo motivo la sua liberazione, inattesa visto che il fine pena doveva essere il 2022, ha messo in allarme la Riviera del Brenta. Perché è evidente che si tratterà di una variabile imprevedibile, quando uscirà dal carcere. Incontenibile, per certi versi, visto che è in chiusura la sezione del Ros di Mestre che indagava proprio sulla mala del Brenta e sulle possibili formazioni di nuove sue diramazioni. Come sul possibile ritorno dei “vecchi”.

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