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IL CASO GABRIELLI

"Nessuno potrà mai cancellare il fatto che avete chiuso i bimbi fuori"

Le tredici domande/denuncia della società sportiva di calcio Grandi Fiumi. Una fortissima richiesta di chiarezza

Stadio Gabrielli Calcio 2

Lo stadio Gabrielli

Ecco la lettera integrale della società Grandi Fiumi. 13 domande rivolte all'amministrazione ma che sottendono tutte lo stesso identico fine: fare, finalmente, chiarezza.

Grandi Fiumi Rovigo persuasa del fatto che il nuovo Dirigente del  Settore Servizi Sportivi  finalmente stia mettendo fine ad una situazione silente e insopportabile da mesi e non permetterà che le eventuali mancanze pregresse siano sanate con un colpo di spugna per il solo quieto vivere, nel rispetto della legalità

                                                                                              CHIEDE 

1. Perché  in sette mesi (in realtà da almeno 3 anni) nessuno ha mai verificato il percorso delle concessioni dello  Stadio Gabrielli dal 2014 ad oggi dove all’art 1 vi è  “L’OBBLIGO DEL CONCESSIONARIO DI SVOLGERE ATTIVITA' SPORTIVA DI CALCIO” quando tale obbligo non è stato rispettato a far data dalla stagione 2015/2016 da parte di MALVINO CERVATI, ex Presidente di Rovigo Lpc che era intestatario della concessione, che in realtà non ha più svolto attività sportiva di nessun tipo (nè settore seniores nè settore giovanile) e la matricola successivamente è stata cancellata da FIGC per inattività ?

2. Perché in questi mesi, qualora accertato che Cervati Malvino non poteva essere autorizzato a mantenere la concessione,  nessuno ha mai verificato la conseguente non legittimità di quella del 03/08/2018 e la successiva autorizzazione del 08/02/2019 sempre a Rovigo Ssd predisposta dalla precedente Amministrazione e firmata dal  Dirigente competente del Comune di Rovigo?

3. Perché solo durante i controlli sulle concessioni e sulle condizioni igienico-sanitarie viene ora data una apertura da Rovigo SSD a  GRANDI FIUMI ROVIGO dopo tutte le azioni da guerriglia nei nostri confronti, e valga una per tutte, la disgustosa foto con le catene al cancello di accesso al campetto, dove il giorno dopo avrebbero dovuto fare il primo allenamento i nostri bambini di 7 anni e che resterà a pessimo sigillo di un comportamento ignobile?

4. Perchè oggi viene accolto il Sig. Benasciutti Roberto, da Ferrara, come il salvatore della patria, quando, poco più di 15 mesi fa, sia il Presidente del Boara Pisani che l’Amministrazione in carica non rispondevano nemmeno alle innumerevoli telefonate, sue e di Daniele Simeoni, evitandoli senza apparenti giustificazioni? Perchè nessun giornalista, ad oggi,  ha fatto una semplice ricerca sul nome Benasciutti su google,  per verificarne i trascorsi sportivi?

5. Perché non è stato riconosciuto l’accordo del 5 luglio u.s., considerato invece efficace dall’Amministrazione Comunale, e che comunque poteva essere oggetto di modifica se vi fosse stata una minima disponibilità e non la solita arroganza e prepotenza nei nostri confronti e la mancanza di rispetto nei confronti di sindaco e assessore ?

6. Perché si è consentito che trascorresse impunemente una intera estate con  cambi di  serrature a segreteria, spogliatoi, magazzini e, come detto, a sbarrare accesso ai campi con tanto di catene?     

7. Perché, con la consueta arroganza ROVIGO SSD continua ad usare illegittimamente il logo registrato di ASD GRANDI FIUMI ROVIGO su social, materiale, giornali, pubblicità nonostante ben due diffide presentate?

8. Perchè ROVIGO SSD ha perseverato con questi atteggiamenti, ottenendo solamente l’effetto, a seguito della totale chiusura del Gabrielli nei nostri confronti, di disperdere il lavoro di due anni, che aveva portato il numero dei tesserati a quasi 200, con il raggiungimento della scuola calcio elite e di 2 squadre iscritte ai campionati regionali, con decine e decine di ragazzi che hanno deciso di migrare verso altre società anche fuori Rovigo? Esclusivamente per raffazzonare un minimo di squadre e dimostrare di avere una filiera risicata sì, ma sufficiente per giustificarne l’esistenza, provocando, così, un disastro sportivo senza precedenti nell’ambito di settore giovanile per la nostra città?

9. Perché, sempre in relazione alla concessione, in sette mesi nessuno ha verificato se Rovigo Ssd fosse stata  in regola con le visite mediche di tutti tesserati ed avesse personale abilitato all’uso del defibrillatore durante gli allenamenti e le partite, come imponeva l’autorizzazione del 08/02/2109 ?

10. Perché in sette mesi nessuno ha verificato se  vi sia  o vi sia stato personale non in regola INAIL e INPS? Se sia stata apposta data certa alla documentazione riferita ai collaboratori di segreteria o di campo?

11. Perché nessuno all’atto della concessione temporanea del 08/02/2019 ha verificato se vi fosse idonea ED OBBLIGATORIA copertura assicurativa verso terzi per la stagione 2017/18 con adeguato massimale, a copertura dei rischi derivanti dalla gestione degli impianti nei confronti di atleti terzi frequentanti e prestatori ?

12. Perché nessuno ha verificato se vi è stata e se vi è attualmente la nomina di un addetto alla sicurezza così come previsto dal punto 11) dell’assegnazione del 08/02/2019? Se vi sia stato l’integrale rispetto di quanto previsto dal D.Lgs 81/2008 in materia di sicurezza, restando sempre in capo alla società sportiva l’obbligo di garantire la sicurezza all’interno dell’impianto sportivo?

13. Perché in tre mesi nessuno ha verificato se, a fine stagione, come previsto da regolamento, fosse stato chiuso l’impianto e venissero riconsegnate le chiavi all’Amministrazione? Tale inadempienza ha portato poi ai problemi denunciati di sostituzione di serrature, chiusura uffici, catene ai cancelli, con utilizzo privato di un impianto pubblico quale lo Stadio F. Gabrielli, la mancanza deve considerarsi assolutamente grave e dirimente. 

 Auspichiamo di avere presto risposta a queste domande e che l’amministrazione Comunale ponga fine a situazioni borderline affrontando definitivamente la questione del bando anche per rispetto delle altre società di Rovigo che operano legittimamente nelle loro strutture, sostenendo, magari, problemi di spazi, e con le quali abbiamo identiche visioni sportive e stessi valori. Non vi possono essere due pesi e due misure per analoghe situazioni, con privilegi a favore di pochi, a scapito della libertà di azione di altri. 

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