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Il Diario della Voce

Un modo per sentirci la “vostra” Voce

Essere vicini alla propria gente e alla propria terra: anche questo è fare tutti i giorni un quotidiano

Un modo per sentirci la “vostra” Voce

Girando per Rovigo, in questi giorni, più di qualcuno mi ha fermato chiedendo una copia del Diario della Voce. Segno di un’attenzione per il progetto che va oltre le nostre più rosee previsioni. Qualcun altro, invece, mi ha chiesto senza troppi giri di parole: “Ma chi ve l’ha fatto fare?”. Ecco. La risposta sul momento, un po’ per la fretta e un po’ per la poca voglia di intavolare una discussione in mezzo alla piazza, non è stata forse abbastanza articolata. Chi ce l’ha fatto fare...

Già, ce lo siamo chiesti anche noi, durante la fase di realizzazione di questo progetto come quello del Diario, che è un po’ più complicato rispetto a quanto possa apparire all’esterno. Durante la fase di realizzazione, dicevo. Non prima e tantomeno adesso che il Diario è stato consegnato nelle scuole e sta per arrivare nelle mani dei ragazzi delle scuole primarie polesane (tutti gli allievi delle classi III, IV e V, per la precisione). Ce l’ha fatto fare la voglia di essere parte attiva della nostra comunità. Ce l’ha fatto fare la voglia di regalare qualcosa ai ragazzi, per raccontare che c’è un mondo intorno a loro (e a noi) che merita di essere visto, assaporato, studiato. Ce l’ha fatto fare il desiderio di condividere anche con i più giovani l’amore per questa terra, la sua storia e la sua gente.

Ma ce l’ha fatto fare anche una consapevolezza. Come ha detto bene l’assessore Erika Alberghini alla presentazione: anche a Rovigo e in Polesine ci sono famiglie per le quali i 10 o i 15 euro del Diario sono una spesa non semplice da sostenere, soprattutto se questi soldi vanno sommati a tutti gli altri che servono per mandare i figli a scuola. A molti sembrerà strano. O una forzatura. Ma è così. E allora, perché non farlo? Ma ce l’ha fatto fare anche una consapevolezza ulteriore. In questi mesi tante volte abbiamo parlato del ruolo della stampa nelle comunità locali. Abbiamo parlato di noi e di quello che facciamo. Una società editoriale come la nostra, che ha il proprio core business nella realizzazione di un giornale e del suo portale di informazione, che è fortemente radicata nel proprio territorio, e che al al proprio territorio deve la sua fortuna, ha anche dei doveri. Morali, in primo luogo. Uno di questi è, quando può, di mettere a disposizione della propria gente la propria esperienza, le proprie capacità professionali, la propria creatività per restituire qualcosa. Come in questo caso.

pfb

La lettura completa nella Voce di domenica 8 settembre

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Commenti all'articolo

  • mauro66

    08 Settembre 2019 - 09:41

    sono un cartolaio e non posso dire che l'iniziativa mi sia piaciuta anche se ormai il diario scolastico è un articolo che in cartoleria si vende sempre meno vuoi perché alcuni istituti fanno acquistare il diario di istituto appunto contravvenendo alle norme in materia e vuoi anche per iniziative di questo tipo che utilizzano il diario scolastico un po' come fanno i pescatori quando buttano manciate di esche in acqua per attirare i pesci. La scusa che alcune famiglie non possano permettersi i 10/15 euro del diario è solo ipocrisia pura, ma si sa che ogni anno in questo periodo la spesa per l'istruzione dei propri figli è vista come un salasso mentre non lo è invece quella di andare a fare l'aperitivo quasi tutte le sere o quella di andare in vacanza (ricordo che la metà degli italiani è appena tornata dalle ferie). Per cui non venitemi a dire che volete " condividere con i giovani l'amore per questa terra", questa è pubblicità pura e semplice.

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