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Braccio di ferro Dall’Ara-Pizzoli

Il presidente della Provincia: “Pronto ad un anno di concessione. Chi ne vuole 15 presenti la delibera”

Braccio di ferro Dall’Ara-Pizzoli

Domani le vie di Rovigo si riempiranno di centinaia, forse mille, pescatori, provenienti dalle lagune del delta del Po per chiedere a gran voce la concessione dei diritti di pesca al Consorzio pescatori di Scardovari. Ma non una semplice concessione, bensì un affidamento quindicinale. Ed è proprio qui il punto nodale perché la Provincia è granitica nelle sue posizioni. O meglio lo è il presidente Ivan Dall’Ara che non si sposta dalla sua proposta: “Concessione di un anno prorogabile”. Al momento dal numero uno di palazzo Celio è un ‘prendere o lasciare’ con poche o nulle possibilità di compromesso. Un muro contro muro replicato anche dall’altra parte, come dimostra la diffida che il Consorzio ha mandato alla Provincia, una sorta di ultimatum che però pare essere andato a vuoto. “Ognuno è libero di fare le proprie mosse - rimarca Dall’Ara - io, per dire, sono stato preso tra i due fuochi di due diffide in contrasto fra loro. I pescatori chiedono 15 anni, l’avvocato di Ferrara intima di non fare concessioni senza gara pubblica”. E quindi? “Quindi ai pescatori spiegherò la mia posizione, io sono pronto ad andare loro incontro, consapevole del valore del sistema pesca, ma intendo farlo solo se la strada da percorre è legittima. E preciso che anche la concessione di un anno prorogabile sarebbe contro il parere dei miei uffici. E so bene che il giorno dopo arriverebbe il ricorso da Ferrara. Ma ribadisco che un anno di concessione sono pronto a firmarlo, un anno prorogabile. 15 è impossibile”.

Lo stallo è dunque consolidato. Dall’Ara sembra pronto a vedere quello che potrebbe apparire un bluff, ossia la proposta di delibera quindicinale da parte dei cinque consiglieri provinciali che hanno votato contro il ritiro di quest’ultima: “Se Pizzoli e gli altri presenteranno la delibera convocherò il consiglio. Io voterei contro ma se la maggioranza votasse a favore poi sarò pronto a firmare con mio parere negativo. Ma fino ad ora non ho visto nulla che vada in questa direzione”. Il presidente della Provincia considera paradossale “il fatto che io, che amo il delta e la pesca, possa essere considerato un ostacolo all’attività dei pescatori. In realtà sono pronto ad andare loro incontro, nel solco della piena legittimità però”. Dunque Dall’Ara, in un’ipotetica partita a poker attende di vedere la mano di Pizzoli e degli altri 4 consiglieri, per valutare la loro soluzione, o smascherare il bluff. Pizzoli però è chiaro: “La proposta di delibera con la concessione quindicinale ce l’abbiamo pronta, potremmo presentarla in pochi minuti. Ma non vogliamo forzare la mano o creare scontri e cerchiamo condivisione con presidente e dirigente del settore pesca. Al momento non ci siamo ancora incontrati con loro, ma contiamo di farlo nei prossimi giorni”.

Ma la grande manifestazione dei pescatori sarà domani, cartelli, fischietti e bandiere che occuperanno via Celio, proprio sotto le finestre della Provincia e a pochi metri dalla prefettura. Il prefetto è rientrato a Rovigo e segue lo sviluppo della situazione, ma ora il pallino del gioco è in mano a più di un giocatore. Ed anche da questo punto di vista Dall’Ara non lesina una sarcastica sottolineatura: “Ma se i consiglieri Roberto Pizzoli e Valeria Mantovan faranno come dicono, e cioè scendere in strada a fianco dei pescatori, in pratica protesteranno contro di loro. Perché la delibera che i pescatori chiederanno a gran voce è nelle loro mani”.

Un braccio di ferro che non finirà nemmeno domani, probabilmente, e che si trascinerà ancora per parecchio tempo.

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