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Sparano al fagiano, accecano l'osservatorio

Incredibile a Sant'Apollinare, impallinato il quarto radiotelescopio d'Italia, danni pesanti, la rabbia degli astrofili

Impallinato e danneggiato in maniera seria il radiotelescopio dell’osservatorio astronomico Vanni Bazzan di Sant’Apollinare, struttura di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale e che ora si trova a fare le spese di quello che pare, sotto tutti gli aspetti, un incidente di caccia. Qualche doppietta, in parole povere, avrebbe fatto fuoco nei dintorni, benché l’area sia interdetta, centrando, invece di un fagiano, una apparecchiatura del valore di decine di migliaia di euro. La quarta in Italia nel suo genere, la ventesima nel mondo. Ancora da valutare nel dettaglio i danni.

E’ stato il responsabile dell’osservatorio Luca Boaretto, durante una manutenzione esterna, a notare danni nella copertura della cupola di copertura del radiotelescopio. Avvicinatosi, ha notato altri fori circolari. Il segno dei pallini, secondo i primi riscontri. Aperta la cupola, la conferma. A venire danneggiata, la parabola, molto costosa, dello strumento che serve per ricevere i radio segnali.

“Il danno è ingente - spiega Boaretto - e pregiudica la normale funzionalità dello strumento. Sono certo che sia colpa dei cacciatori, da giorni i passanti segnalano spari in zona. Il tutto nonostante la zona dell'osservatorio astronomico di Sant’Apollinare sia riserva, con divieto di caccia”.

Nonostante questo, non sarebbe la prima volta che si verificano problemi. “Già due anni fa - spiega Boaretto - con un mio collega fummo testimoni di un brutto episodio. Un cacciatore rischiò di ferirci per sparare a un fagiano, che cadde proprio sul terrazzo dell’osservatorio. Lo spavento fu enorme, avvertimmo le forze dell’ordine e il cacciatore fu individuato pochi giorni dopo”.

“Siamo terrorizzati in questo periodo, c'è da aver paura anche a tagliar l'erba – chiude Boaretto – ma la cosa che fa più male è vedere uno strumento scientifico preso con grossi sacrifici, il quarto in italia e il ventesimo in tutto il mondo, reso inutilizzabile per colpa degli incoscienti. E’ un duro colpo non solo per noi, ma per l'intera provincia e per la cultura”. Ora si farà tutto il necessario per le riparazioni, ma resta il pensiero di quello che sarebbe potuto accadere a una persona che, in quel frangente, si fosse trovata davanti all’attrezzatura.

“I cacciatori - ribadisce Boaretto - dovrebbero ricordarsi di rispettare le distanze e sopratutto di non cacciare in zone con divieto. Non possiamo rischiare la vita mentre si taglia l'erba o si analizza il cielo, è una cosa assurda. Segnaleremo ogni episodio fuori regola e, come Gruppo Astrofili Polesani, abbiamo sporto denuncia contro ignoti, ovviamente”.

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