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A casa in malattia, “era al bar”

Dipendente rinviato a giudizio, assolto il collega. Contestate anche timbrature irregolari

A casa in malattia, “era al bar”

Uno è stato rinviato a giudizio, l’altro invece prosciolto, come del resto aveva domandato lo stesso pubblico ministero, ossia l’accusa. Questo il verdetto dell’udienza preliminare tenutasi nella mattinata di ieri di fronte al giudice competente. Vale a dire il magistrato che deve decidere se l’indagato debba o meno essere processato.

Al centro di tutto, fatti che, secondo la ricostruzione della Procura, si sarebbero verificati nell’estate del 2018, tra luglio e agosto. Le indagini della Finanza si sarebbero appuntate su un dipendente del Comune di Adria, indagato per truffa, per episodi assimilabili al fenomeno comunemente definito assenteismo.

Varie le contestazioni mosse all’indagato. In primo luogo, irregolarità nelle timbrature: ne mancherebbero due in entrata e due in uscita, in altre due date avrebbe poi fatto risultare la sua presenza in servizio nonostante non fosse, secondo le accuse, presente. Un giorno, durante un periodo di assenza per malattia, avrebbe passato la mattinata al bar. Infine, l’accusa ipotizzava tre permessi che riporterebbero date non veritiere.

Il che dava luogo, sempre nell’impostazione accusatoria, alla seconda ipotesi di reato, vale a dire il falso. Proprio per la formazione dei tre permessi. Per questa fattispecie veniva chiamato in causa, in concorso, anche un collega del dipendente comunale.

Questa mattina, come detto, la discussione del caso. Al termine di questa, il collega, che rispondeva unicamente di falso, difeso dall’avvocato Alessandro Micucci, è stato prosciolto da tutte le accuse, mentre l’indagato principale è stato rinviato a giudizio, solo per l’ipotesi di truffa, comunque. Il che non equivale a una condanna, in alcun modo: significa semplicemente che la ricostruzione dell’accusa dovrà essere vagliata nel corso del dibattimento.

Fiducia, da parte della difesa, affidata all’avvocato Sandra Passadore, di arrivare all’assoluzione, al termine del processo.

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