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Pescatori

"Questo è tutto quello che abbiamo"

I pescatori di Porto Tolle disperati per l'impasse sui diritti esclusivi di pesca

C’è un punto di domanda che assilla i pescatori di Porto Tolle. Che ai cavilli giuridici, peraltro superabili secondo vari esperti tecnici, preferiscono lavorare e rimanere nella loro meravigliosa e florida laguna.


“Abbiamo manifestato la nostra preoccupazione a Rovigo – afferma Fiorigi Finotti, un pescatore - Ho visto tanti volti noti, tra cui autorità, rappresentanti di associazioni e di attività commerciali. Abbiamo invaso la strada e siamo arrivati davanti alla sede della Provincia. Quello che mi dispiace è che i nostri nonni e i nostri padri hanno creato questo lavoro. E’ la nostra fonte di reddito”. Finotti, che ha una cavana a Scardovari, si chiede quale sia il motivo per il quale ora dovrebbero fare il bando. “Ci potrebbe essere il rischio che noi, che abbiamo investito tanto in questo lavoro, ci ritroviamo a casa disoccupati. E magari qui arrivano altre persone. Perché? Se resto senza lavoro, come faccio a pagare il mutuo e come aiuto i miei figli a studiare? Inoltre qui, nella mia capanna, ho investito tanti soldi come negli allevamenti e tutto andrebbe sfumato – continua - Vorrei tanto sapere quali sono gli interessi reali. Abbiamo il parere favorevole dell’avvocatura di Stato, della Regione e dei suoi tecnici. Non capisco perché la Provincia è così ostile nei nostri confronti. Per il momento abbiamo la proroga a pescare fino a fine anno poi non sappiamo nulla”.


Marcello e Riccardo Passarella sono padre e figlio e lavorano insieme. In questo momento si dedicano in piccola parte alle ostriche rosa. “Abbiamo il permesso di andare a vongole e abbiamo anche l’allevamento delle cozze – dice Marcello - Non abbiamo avuto risposta e da quello che ci hanno detto è che il nostro presidente del consorzio, Luigino Marchesini si darà da fare per trovare una soluzione con i vertici provinciali. Ovviamente noi abbiamo chiesto la proroga dei diritti esclusivi di pesca per 15 anni. Quello che mi chiedo è che, visto che qui siamo 1500 pescatori che lavorano, e siamo sempre stati bene, ora perché vogliono metterci il bando. Mi dispiace perché rischiamo di rimanere senza lavoro e in mezzo ad una strada”.

Il presidente del consorzio dei pescatori, Luigino Marchesini, sostiene che la manifestazione non è andata secondo le aspettative. “Mi aspettavo un affidamento diretto congruo che andasse a beneficio dei pescatori – afferma -Invece no, per cui siamo ancora punto e a capo. Il nostro obiettivo è di arrivare ad ottobre avendo la proroga dei 15 anni. E se si trovava un affidamento diretto, tra Provincia e consorzio, andava bene. In ogni caso teniamo sempre l’asticella alta per arrivare al nostro obiettivo”. Marchesini conclude dicendo che sarebbe molto triste immaginare il territorio senza l’attività della pesca delle vongole dove lavorano 1500 persone tra cui 600 donne. Che tutti sarebbero disoccupati. “Continueremo a lottare” dice.

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