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SANITA’

Caos e allarme salmonella, la Regione interviene

Dopo ritardi e mancate comunicazioni tra territori ed enti, tutto accentrato, per evitare nuovi disguidi

Caos e allarme salmonella, la Regione interviene

Il fiume Adige, da dove è partito l'allarme salmonella

L’affaire salmonella sarà preso in mano dalla Regione Veneto, per evitare disfunzioni, mancanza di coordinamento e attività “ognuno per conto suo” di strutture sanitarie, enti di controllo e ambientali. E’ in sintesi la decisione adottata ieri nella riunione a Venezia sul caso salmonella nell’Adige. Le tracce del batterio nei giorni scorsi hanno portato all’emanazione di ordinanze di divieto di uso irriguo in diversi Comuni delle province di Rovigo, Padova e Venezia. Scelte prese singolarmente e con tempi sfasati. Ieri lo stop all’irrigazione è stata presa anche dal Comune di Adria.

A Venezia è stato deciso che ad occuparsi dei campionamenti e delle comunicazioni ufficiali sulla salmonella sarà una commissione salute e ambiente che dovrà occuparsi di campionamenti, analisi, comunicazioni alle aziende sanitarie. Ad istituire il tutto in via formale sarà una delibera della giunta regionale. Al summit ieri per l’Ulss 5 polesana c’era la dottoressa Giovanna Casale.

La scelta di creare questo coordinamento deriva anche dall’esame di quanto successo nei giorni scorsi con l’Ulss padovana che, dopo aver verificato la presenza di salmonella ha comunicato ai Comuni padovani che poi hanno emanato l’ordinanza di stop all’uso irriguo. Comunicazione che però non è stata inviata alle altre Ulss il cui territorio è bagnato dall’Adige. Di conseguenza l’Ulss polesana ha attivato i campionamenti sulla salmonella solo qualche giorno dopo. Uno sfasamento che certo non ha fatto fare bella figura all’intero sistema sanitario regionale. Ed ecco allora che la nuova struttura regionale definirà forme di coordinamento e analisi periodiche delle acque per determinati tipi di batteri.

“La salmonella - spiega la dottoressa casale - può variare di concentrazione anche a poche centinaia di metri da un prelievo all’altro. Ma l’acqua è sempre la stessa. Il divieto irriguo riguarda le colture orticole e i frutteti, il consiglio è quello di lavare sempre frutta e verdura con acqua potabile”.

Tra oggi e domani, inoltre arriveranno gli esiti di altri campionamenti effettuati lungo l’Adige e solo nelle prossime ore si potrà avere un quadro della durata dei divieti emanati dai Comuni polesani bagnati dall’Adige. In ogni caso non ci dovranno essere mai più esperienze come quelle appena passate con divieti e risultati a spot e a tappe.

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