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Economia

Confindustria: “Un no sulla Zes è imperdonabile”

Marinese: “Qui imprese eccellenti”. Gambato: “Il protocollo è rispettoso del territorio”

Confindustria: “Un no sulla Zes è imperdonabile”

Con un tasso di disoccupazione raddoppiato in 10 anni e che si attesta al 6,8% (gli occupati sono passati dai 105mila del 2008 agli appena 98mila del 2018) e un evidente fenomeno di migrazione dei giovani verso territori anche confinanti più redditizi, il Polesine è a un bivio, per non dire sull’orlo del precipizio. Ecco che la chiusura di Ecolab, insieme alla battaglia per i diritti di pesca del Bassopolesine, diventano emblematiche di un’attenzione, quella alle imprese e al lavoro, che le istituzioni a tutti i livelli non devono trascurare. Senza contare che con il miraggio del lavoro si fanno avanti aziende a forte impatto ambientale.

La soluzione c’è per il Polesine e si chiama Zona economica speciale - non ha dubbi Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia Rovigo - Io sono ottimista e sarebbe improbabile, se non imperdonabile, dopo l’appoggio ricevuto dal Pd col passato governo, se non la approvassero”. Gli fa eco Gian Michele Gambato, vicepresidente dell’associazione degli industriali: “Il protocollo Zes è rispettoso del territorio certamente vanno dati indirizzi sulla natura degli insediamenti, e anche se nessuno ha la bacchetta magica né la ricetta per il Polesine, così come il resto del mondo, bisogna lavorare sui fattori penalizzanti e uno dei fattori penalizzanti per il Polesine è che rispetto ad altre province ha un indice di export basso”.

La linea è già tracciata per Marinese: “Sono fiducioso, abbiamo avuto un ministro del Movimento 5 stelle, la Lezzi, che alla fine di una impasse notevole, ha fatto impegnare il nuovo governo nel segno della Zona economica speciale. Alla fine dell’estate, abbiamo ricevuto una serie di emendamenti del Pd a favore della Zona economica speciale e ovunque io sia andato, ho sempre trovato appoggio, anche tra tutti i grillini del Vento. Viste le premesse mi sembra quasi impossibile e direi imperdonabile se gli impegni del vecchio governo e le mozioni del Pd vincolanti non fossero rispettati”. Le scadenze sul percorso del provvedimento sono ferme: legge finanziaria e 31 dicembre 2019. “Entro questa data - spiega Marinese - in cui scade di fatto la normativa europea di bypassare gli aiuti di stato e di costituire la Zona economica speciale, bisogna approvarla. Noi sul sito Internet di Confindustria Venezia Rovigo abbiamo segnato il countdown”.

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