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Il lutto

Porto Tolle piange lo storico postino

Roberto Finotello si è spento dopo una breve malattia. I funerali sabato a Ca’ Tiepolo. Il portalettere 71enne, in servizio per oltre 40 anni, era molto conosciuto e stimato.

Porto Tolle piange lo storico postino

Roberto Finotello

E’ morto Roberto Finotello, storico postino di Porto Tolle. Si è spento mercoledì sera dopo una breve malattia all’ospedale civile di Rovigo. Aveva 71 anni. Lascia la moglie Elena e la figlia Nadia.

I funerali si svolgeranno sabato mattina alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Ca’ Tiepolo. La notizia dell’improvvisa scomparsa di Roberto Finotello ha suscitato nel Delta profonda commozione. Roberto era molto conosciuto e stimato. Aveva lavorato per più di 40 anni alle Poste di Porto Tolle.

Era entrato nell’ufficio di Ca’ Tiepolo nel 1966, subito dopo la grande alluvione. Nei primi tempi faceva le sostituzioni, poi è stato assunto stabilmente come portalettere, svolgendo sempre la sua mansione con apprezzata serietà e correttezza. Era figlio di Carletto Finotello, il famoso postino addetto ai telegrammi, atteso e applaudito soprattutto durante i pranzi matrimoniali.

Carletto era allegro e spiritoso e faceva gli auguri agli sposi con la solita fatidica frase: “Questi telegrammi sono tutti per voi, anime sante”. E si univa ai festeggiamenti a tavola.

Roberto distribuiva invece la corrispondenza casa per casa, in diverse frazioni. Aveva lavorato molto a Santa Giulia doveva aveva conosciuto e sposato Elena Osti. Conosceva tutti per nome, preciso e puntuale, considerava il servizio postale un’autentica missione. Per questo era benvoluto e rispettato anche dagli amici. Ne aveva tanti, molti d’infanzia. Adesso lo piangono e lo ricordano come un compagno di viaggio buono e sincero, ma anche un uomo serio e pieno di rigore.

I suoi hobby erano le belle gite in moto, i buoni vini e i funghi. Era un vero intenditore di questi ultimi, possedeva il tesserino speciale per raccoglierli. Il suo orgoglio era l’amata figlia Nadia, anche lei entrata, come il mitico nonno e il dolcissimo papà, in Posta. “La mia Nadia - diceva Roberto - è una brava impiegata e farà una buona carriera. E onorerà la tradizione di famiglia”.

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