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CACCIA

La rabbia delle doppiette: "Basta attaccarci"

Intanto, interrogazione in Regione sul caso delle fucilate all’osservatorio di sant’Apollinare

La rabbia delle doppiette: "Basta attaccarci"

Polemica sulla caccia. Si rinnova l’atavico scontro fra pro e contro l’attività venatoria. Nei giorni scorsi le associazioni ambientaliste avevano criticato la caccia e il poco rispetto per animali e colture. L’altro giorno, poi, si è verificato l’episodio del telescopio dell’osservatorio di Sant’Apollinare preso a fucilate dai cacciatori, cosa che ha spinto alcuni consiglieri regionali a presentare una interrogazione.

Ma c’è anche chi scende in campo a difesa della caccia. Come Roberto Rovigatti, presidente di Fidc (Federazione italiana della caccia) Rovigo che dice: “Sono un cacciatore consapevole che ad ogni apertura della caccia, varie associazioni ‘contrarie’, legittimamente, manifestano il loro dissenso supportato da motivazioni personali sempre rispettabili. Lo sconcerto però mi ha colpito dopo il comunicato della Lav rodigina. In tali comunicati si dipinge il cacciatore come essere feroce, 'come i suoi cani', che costringono i cittadini a tapparsi in casa per evitare il pericolo di essere impallinati o aggrediti. Non so se queste affermazioni possano rasentare il ‘terrorismo psicologico’; confido nell’intelligenza dei lettori che non conoscono la realtà. Certo è che le affermazioni denotano tutta la falsità, il livore e la fantasia della Lav rodigina”. E ancora: “Per raggiungere i loro obiettivi, non esitano a mostrare immagini che non appartengono all’Italia e a citare pratiche vietate da settanta anni. Se questa non è ignoranza della realtà attuale, è sicuramente malafede”.

Il Pd regionale sul tema incidenti di caccia e bracconaggio interroga la giunta. “La stagione venatoria non è ancora iniziata, ma già con le pre aperture è tornato il Far West. Basta vedere quanto è accaduto a Rovigo, dove è stato impallinato il radiotelescopio dell’astronomico, con danni per decine di migliaia di euro, in un’area interdetta alla caccia. Troppe doppiette continuano impunite a fare il bello e il cattivo tempo, violando troppo spesso le norme minime di sicurezza. Visto che anche lo scorso anno ci sono stati incidenti, abusi e atti di bracconaggio, la Regione ha intenzione, finalmente, di fare qualcosa per garantire la sicurezza dei veneti e la tutela della fauna selvatica? Le leggi ci sono, ma non vengono fatte rispettare”.

Parole del consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni, che informa “alla vigilia dell’apertura della caccia, prevista per domenica prossima, ho presentato una interrogazione, sottoscritta dal capogruppo Pd a palazzo Ferro Fini, Stefano Fracasso, e dai colleghi Bruno Pigozzo e Anna Maria Bigon, oltre che da Cristina Guarda di Civica per il Veneto, Patrizia Bartelle di Italia in Comune, Piero Ruzzante per Liberi e Uguali, Erika Baldin, Jacopo Berti, Manuel Brusco e Simone Scarabel per il Movimento Cinque Stelle.

“È un’Interrogazione che riproponiamo, perché le azioni annunciate in passato dalla giunta si sono rivelate inutili - spiega l’esponente Dem - la prevenzione in Veneto è scarsa e i furbetti della doppietta restano sostanzialmente impuniti. La vigilanza venatoria rientra fra i compiti della Regione, che ha il dovere di assicurare l’incolumità di cittadini e turisti, applicando le norme, incluse quelle statali e comunitarie”.

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