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IL FESTIVAL

Opera Prima, via con Hamlet private

Ai giardini delle Torri la performance di Scarlattine e la guida di Massimo Munaro

Opera Prima, via con Hamlet private

Un momento della bella performance

Si è aperta ieri la lunga e ricca kermesse del Festival Opera Prima, alla XV edizione, e ripreso solo l’anno scorso, dopo un periodo di interruzione, che porterà in città varie proposte teatrali di gruppi affermati e nuovi non solo italiani (anche da Germania, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Israele).

Una manifestazione che proietta Rovigo in uno scenario internazionale, trasformando la città in un teatro a cielo aperto secondo la sua formula: dalla piazzetta annonaria alle due piazze centrali ed i ciardini delle Torri, oltre a luoghi chiusi come il museo dei Grandi Fiumi, l’ex-chiesa di San Michele e naturalmente il Teatro Studio, sede storica del Teatro del Lemming, tra gli organizzatori e protagonisti, con Massimo Munaro, coordinatore artistico del festival.

Un festival le cui parole chiave sono contaminazione e coinvolgimento attivo dello spettatore, dove si raccolgono e confrontano idee e pratiche teatrali di diverse generazioni, all’insegna della sperimentazione alla ricerca di nuovi linguaggi, che propone un ricco cartellone e diverse anteprime nazionali.

I “giochi” sono stati aperti alle 12 di ieri con un pre-festival, ai Giardini delle Torri, in cui i gruppi hanno presentato ciascuno il proprio spettacolo. Quindi a partire dalle 15, alla Gran Guardia è stata aperta al pubblico l’istallazione di Momec “Soggetti comuni”, singolare esposizione “raccontata”, dove le voci narranti sovrapposte si mescolano accogliendo il visitatore in un’atmosfera raccolta e multisensoriale di condivisione: l’esposizione resterà aperta tutti i giorni fino a domenica dalle 15 alle 10. Ancora per tutto il pomeriggio, in contemporanea, in piazza Annonaria e nei sotterranei delle Torri, Scarlattine Teatro ha proposto la performance unica nel suo genere per singoli spettatori “Hamlet private”: 40 minuti, in cui il noto personaggio shakespeariano fuori dal contesto teatrale tradizionale, interloquisce con toni confidenziali con lo spettatore, reso parte attiva dello spettacolo.

In tanti invece hanno risposto alla “Chiamata pubblica per i cinque sensi dell’attore”, che ha offerto l’opportunità a persone comuni di sperimentare di persona il metodo di lavoro della compagnia del Lemming: gli improvvisati attori si sono fatti guidare da Massimo Munaro a mettere in gioco e comprendere le proprie emozioni ispirandosi ad alcuni noti miti delle “Metamorfosi” di Ovidio, in un lavoro suddiviso in due parti, prima alle Torri e poi in piazza Vittorio Emanuele II.

Ricca ed emozionante anche la serata, che ha visto andare in scena il gruppo berlinese al femminile Welcome Projet con lo spettacolo sulle paure individuali e collettive “Angst vor der angst” al Teatro Studio e quindi l’attore romano Bernardo Casertano (unico italiano tra i selezionati dal Wo Opera Prima, cui hanno partecipato 545 proposte) ha proposto nel suo “Caligola-Assolo.1” una personale interpretazione del “Caligola” di Camus sui temi dell’assurdo e della solitudine della condizione umana. Chiusura con il “Dopofestival” dei Marmaja ai Giardini Due Torri dalle 23.

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