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L’INCROCIO MALEDETTO

Semaforo pedonale mai attivato

C’è soltanto la luce lampeggiante, per evitare colonne sul cavalcavia.

Semaforo pedonale mai attivato

Ci doveva essere un attraversamento con semaforo a chiamata, nell’incrocio maledetto tra via San Lazzaro Alto e Provinciale 17, dove martedì sera ha perso la vita Cristina Squaiella, 56 anni, investita mentre era in bici.

A dirlo, il progetto originario. Lo ricorda bene anche l’allora sindaco Alessandro Ferlin. Proprio durante il suo mandato, era stato fatto anche uno studio di fattibilità per una variante al progetto - quando questo era ancora in fase di realizzazione - per creare due passerelle di attraversamento sull’Adigetto che deviassero il percorso ciclopedonale verso un sottopasso ciclabile, ma la cifra importante richiesta (oltre 100mila euro) non era prevista nell’opera.

Le aree laterali al cavalcavia erano già state espropriate - come conferma l’assessore Lorenzo Valentini - ma non si erano potute realizzare né le passerelle né il prolungamento della ciclabile.

L’impianto era stato attivato nel 2013 in via sperimentale: in funzione c’era soltanto il lampeggiante. L’attivazione a regime del semaforo era però stata rinviata a successive verifiche, calibrate sulle effettive esigenze in relazione alla sicurezza. La possibile formazione di una pericolosa colonna di auto sul cavalcavia potrebbe però poi aver fatto decidere alla Provincia di non attivare il semaforo a chiamata, ma di lasciare il lampeggiante come segnalazione di un attraversamento pericoloso.

Il servizio completo sulla Voce in edicola venerdì 20 settembre.

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