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DIRITTI ESCLUSIVI

Pesca, Dall’Ara non cambia idea

Il sindaco Pizzoli: “la delibera per i 15 anni è quasi pronta. Entro pochi giorni la depositiamo”

Pesca, Dall’Ara non cambia idea

Il sindaco Pizzoli: “la delibera per i 15 anni è quasi pronta. Entro pochi giorni la depositiamo”

Pesca ancora in stallo. Il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara ribadisce di essere in attesa delle mosse dei consiglieri provinciali per la delibera sulla concessione dei diritti di pesca. Rilancia la palla e si leva qualche sassolino dalla scarpa. I cinque consiglieri che da sempre sostengono la necessità di una delibera quindicennale per la concessione dei diritti di pesca sono quasi pronti per portare la delibera stessa in consiglio. “Ancora alcuni passaggi - spiega Roberto Pizzoli - e la deliberà sarà pronta per essere messa in votazione. si tratta di un documento corposo, delicato, con tanto di presupposti legali e storia”.

La delibera potrebbe essere formalmente protocollata in provincia nel giro di qualche giorno. Poi spetterà al presidente Dall’Ara convocare il consiglio. A quel punto lo stallo sarà tutto nelle mani dei consiglieri provinciali che dovranno votare con il peso di un probabile parere negativo da parte della dirigente del settore pesca della Provincia.

Per l’ok ai 15 anni di concessione al consorzio pescatori servirà la maggioranza, quindi, se l’aula sarà al completo, almeno sei voti. Uno in più dei cinque che già si sono dichiarati pro 15 anni (Pizzoli, Siviero, Martello, Mazzucato, Mantovan). Un voto delicato perché rischia di esporsi a ricorsi e segnalazioni varie.

“Prendo atto - dice Dall’Ara da parte sua - che il tentativo di delegittimazione del sottoscritto quale presidente della Provincia in merito alla nota questione dei diritti esclusivi di pesca procede senza soluzione di continuità. Il fatto poi che si definisca la manifestazione dei pescatori come un esempio di legalità, soprattutto da figure istituzionali, fa riflettere dati i toni sopra le righe che si sono usati, soprattutto nei riguardi del direttore generale della Provincia. Certe parole usate non sono apparse un segnale di grande responsabilità, così come non mi è sembrato ortodosso che a capeggiare la manifestazione fossero alcuni consiglieri provinciali”.

Dall’Ara rimarca che “pur non essendo un giurista, ribadisco che il tanto menzionato parere dell’avvocatura dello Stato (che molti citano senza averne mai preso visione) non si applica ai diritti esclusivi di pesca come da più parti sostenuto. Basta vedere non solo il parere del direttore generale della Provincia, ma anche quello dell’avvocatura della Regione Veneto. La Regione Veneto non ha ancora applicato la proroga automatica sulle concessioni marittime chiedendo una circolare esplicativa al riguardo al ministero, che nel frattempo ha cambiato ministro e sottosegretari rispetto al precedente”.

E al prefetto De Luca: “Ribadisco che non è il caso che il prefetto, che ringrazio per l’interessamento, solleciti il presidente a prendere una decisione forzata, perché la proposta di delibera dell’affidamento di un anno di proroga e di un altro prorogabile, era già stata posta all’attenzione sia del consiglio provinciale che al Consorzio Pescatori di Scardovari, ma è stata addirittura ridicolizzata”.

Dall’Ara dichiara di essere in attesa da oltre tre settimane di una proposta di delibera da parte dei consiglieri provinciali che hanno capeggiato la manifestazione per poterla vagliare e inserirla all’ordine del giorno del consiglio provinciale del 30 settembre.

“La proposta che avevo lanciato non è una banale boutade ma una procedura secondo canoni di prudenza e cautela che la Provincia pone in essere facendo uso della propria discrezionalità, proprio come suggerito dalla Regione Veneto, fino a quando il quadro normativo non avrà trovato un definitivo assetto. E poi le questioni si risolvono nelle sedi opportune e non in piazza da chi urla di più. La Provincia sta ricercando le soluzioni giuridiche più ottimali nell’interesse dei pescatori e di tutto il Polesine”.

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