VOCE
Agricoltura
23.09.2019 - 19:03
Raccolti da buttare, danni quantificati in molti milioni di euro, posti di lavoro a rischio.
E’ l’incredibile scia lasciata in Polesine dalla cimice asiatica, insetto che ha provocato gravissimi danni nei frutteti.
Simone Moretti è un imprenditore agricolo di Badia Polesine e racconta, in prima persona, gli effetti di quella che è diventata una vera e propria crisi: “Il pesco è stato danneggiato per il 50/60% del raccolto. Sul pero dipende dalle varietà, si va dal 40/50% fino al 70/80%. Per quanto riguarda il melo, ci sono danni che vanno dal 50 al 70%, ma bisogna sempre tenere conto delle varietà del prodotto. In generale, ho subito danni per diverse migliaia di euro” è il triste bilancio di Moretti.
Poi, il vicepresidente provinciale di Coldiretti effettua una disamina generale: “La situazione è veramente grave, quasi drammatica in certi casi. Le zone più colpite sono quelle del Medio e Alto Polesine, dove si è verificata un’incidenza maggiore. I danni del 30/40% sono già preoccupanti, la cimice asiatica inoltre non prende di mira solo la frutta, ma anche altre colture”.
Il conto è salatissimo: “In Polesine ci sono danni per svariati milioni di euro” dice Moretti. E le previsioni future fanno paura: “Ci vorranno anni per rientrare alla normalità, i danni si vedranno nello spazio temporale di due-tre anni”.
L’imprenditore agricolo apre un altro doloroso capitolo: “Quanti anni riusciremo a tenere botta? Non lo so, ma onestamente sarà dura - fa sapere Moretti - sarà difficile reggere. Inoltre i costi di produzione sono sempre elevati, a rischio ci sono i posti di lavoro” ammette il badiese.
E guardando ai prossimi mesi, è difficile intravedere uno spiraglio di sereno: “Abbiamo un anno di tempo per imboccare una nuova via e trovare rimedi concreti. Altrimenti, ‘saltano’ i frutteti e non solo, perché l’intero sistema e l’indotto rischiano di subire forti conseguenze” tuona Simone Moretti.
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