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Agricoltura

Il satellite per i campi di pomodoro

L'obiettivo è quello di migliorare l'intera produzione, coltivati 525 ettari in Polesine

Il satellite per i campi di pomodoro

La tecnologia al servizio dei campi, anche in Polesine.

Un obiettivo ambizioso quello che si propone l’Organizzazione interprofessionale pomodoro da industria del Nord Italia.

Monitorare dall’alto i campi, con le immagini del satellite dell’Agenzia spaziale europea, per migliorare la gestione della produzione del pomodoro da industria del Nord Italia. È l’obiettivo che si pone il Goi (Gruppo operativo per l’innovazione) che vede come capofila l’Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia e che ha ottenuto un finanziamento di 167mila euro dalla Regione Emilia-Romagna (su un progetto complessivo del valore di 235mila euro) nell’ambito del Psr, il Piano di sviluppo rurale 2014-2020, classificandosi al primo posto nella graduatoria finale del comparto ortofrutticolo.

L'intera filiera sarà coinvolta in un progetto di studio della produzione in campo di pomodoro con l'ausilio delle immagini satellitari che ha ottenuto un finanziamento di 167mila dalla Regione Emilia-Romagna.

Ma anche il Veneto è fortemente interessato.

L'obiettivo, infatti, è quello di migliorare l'intera produzione del pomodoro da industria del Nord Italia, che nel 2019 ha visto coltivati 36.420 ettari nel Nord Italia di cui 525 nella provincia di Rovigo.

“Il progetto - spiega Tiberio Rabboni, presidente dell’Oi - nasce dalla necessità di ottimizzare costantemente la gestione del pomodoro in campo. Il Gruppo operativo per l'innovazione che abbiamo promosso, e che la Regione ha cofinanziato, acquisirà ed elaborerà le immagini satellitari dei campi di pomodoro, che opportunamente analizzate ed interpretate, permetteranno di disporre in tempo reale di tre informazioni strategiche: la verifica delle superfici effettivamente coltivate, dato estremamente utile ai fini della programmazione produttiva annuale; lo sviluppo fenologico del pomodoro in campo a fronte dei diversi, possibili, andamenti climatici; la precoce individuazione di eventuali patogeni o criticità colturali”.

Il Goi avrà una durata di 30 mesi (dal 1 marzo 2020 al 31 agosto 2022) e coinvolgerà diversi partner tra i quali Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali); Università Cattolica del Sacro Cuore; dinamica; agronica e Citimap. Collaboreranno, nella fase di sperimentazione fornendo dati ed informazioni utili agli studi.

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