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Santa Maria Maddalena

Lei lo respinge, seguita e insultata

Gaia, 25 anni, reagisce ai “complimenti” di uno sconosciuto: è l’inizio di un incubo. Impossibile fare denuncia: non c’è reato.

Lei lo respinge, seguita e insultata

Un suono di clacson, un urlo, forse un “apprezzamento” greve dal finestrino. Lei, Gaia, 25 anni, di Santa Maria Maddalena, reagisce, lo manda a quel paese. Quell’uomo, in macchina, inchioda, gira l’auto e accelera, come per investirla mentre è sul marciapiede. Poi sterza, la affianca, e giù insulti: “Cosa hai detto, brutta t…?”. Gaia accelera il passo, abbassa la testa. Ha paura. Chiama al telefono il padre, trova riparo nell’ufficio di commercialista dove lavora, e da fuori sente le urla di quell’uomo. Altri insulti, riferimenti sessuali espliciti.

A raccontare la storia è il giornalista Carmelo Abbate, “specializzato in storie nere”, come lui stesso si definisce, contattato direttamente dalla ragazza polesana.

La vicenda finisce davanti ai carabinieri. “Gaia - prosegue nel racconto Abbate - si chiude la porta alle spalle. E’ turbata, spaventata, le tremano le mani. Arriva il papà. Lei lo abbraccia, scoppia in lacrime”. Quindi trascina la figlia dai carabinieri che - riferisce Abbate - possono fare ben poco. Non è stato commesso alcun reato”.

“Molestare una donna per strada - il commento del giornalista tv - non è un crimine. E’ un privilegio, un diritto, l’esercizio di un potere. Gaia si sente abusata, e non tutelata. Può solo agire in sede civile per dimostrare l’offesa e chiedere un risarcimento. In buona sostanza, può attaccarsi al tram”.

Il servizio completo sulla Voce in edicola venerdì 27 settembre.

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